Da Tokyo a Singapore, da Londra a Valencia fino ad Anversa, tutti in corsa per porti, navi e corridoi green

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I primi  corridoi verdi? Le rotte Australia-Giappone e Asia-Europa

Tokyo – Ci sono compagnie marittime come Maersk e NYK line già pronte a sostenere la de-carbonizzazione, anticipando addirittura i tempi. E intanto si pensa a come attivare i due principali corridoi verdi su due rotte. La prima rotta è quella dall’Australia al Giappone, che interessa soprattutto le navi che trasportano minerali ferrosi. Sarebbero proprio le spedizioni di ferro tra dalle miniere australiane ai produttori di acciaio giapponesi che potrebbero favorire lo sviluppo di un corridoio verde, in quanto i due Paesi hanno una significativa capacità di produrre idrogeno verde, uno dei principali carburanti sostenibili insieme all’ammoniaca verde e al metanolo.
La secondo rotta è quella che genera più emissioni di gas serra, quella delle portacontainer tra Asia e Europa, le cui caratteristiche consentirebbero di non aumentare di molto il prezzo della de-carbonizzazione, in quanto si stima  un aumento dei costi nave dal 50 al 65%, con le misure per la sostenibilità promosso dall’Unione Europea  (Fit for 55) che potrebbero alleggerire il peso fiscale fino al 25% entro il 2030.

Il Porto di Londra vuole ridurre del 50% le emissioni entro il 2025 

Londra – L’Authority del Porto di Londra ha installato una coppia di serbatoi in acciaio da 3 tonnellate  vicino alla sede centrale della London River House della Port of London Authority (PLA) per immagazzinare 20000 litri di olio vegetale idrotrattato (HVO). E’ una delle iniziative per arrivare a ridurre le emissioni del 50% entro il 2025 partendo dal dato che attualmente il carburante utilizzato dalle sue navi è la causa  del 75% delle emissioni complessive di carbonio. Altri due serbatoi simili per lo stoccaggio di combustibili verdi dovrebbero essere installati a breve sul molo di Barrier Gardens a Woolwich nella primavera del 2022, completando un’opera importante in ottica green.

Porto di Valencia: nuovi lavori per l’elettrificazione delle banchine

Valencia – L’Autorità Portuale di Valencia (PAV) ha recentemente aggiudicato i lavori per la  nuova sottostazione elettrica per arrivare velocemente all’elettrificazione delle sue banchine e permettere alle navi  all’attracco di produrre emissioni zero. L’obiettivo è di passare da un porto eco-efficiente a un porto completamente ecologico entro il 2030. Per questo oltre all’elettrificazione delle banchine sono in corso progetti per l’’utilizzo dell’idrogeno negli impianti portuali, la realizzazione di pannelli fotovoltaici o l’utilizzo di aerogeneratori di energia elettrica.

Boom del break bulk nel Porto di Anversa, grazie al Green Deal dell’Ue

Anversa – I volumi di breakbulk sono cresciuti nel 2021 nel Porto di Anversa, dopo il calo nel 2020. “Il driver principale è un forte aumento dei volumi di importazione di acciaio, ma è significativo anche l’aumento delle spedizioni di project cargo, grazie ai progetti delle energie rinnovabili e alla costruzione di impianti chimici”.  Nel 2021 i volumi di breakbulk hanno raggiunto 1 milione di tonnellate al mese (totale anno: 11,5 milioni) con un aumento del 74% rispetto al 2020.
Interessante al riguardo è la spiegazione data da Ann De Smet, key account manager del porto di Anversa: “Uno dei principali fattori trainanti di questa crescita è stata la mancanza di capacità di container. Nel 2021 abbiamo assistito a un enorme aumento del carico generale data la pressione sul mercato dei container. Ma accanto a questa tendenza alla de-containizzazione, la ripresa economica globale sta anche spingendo verso l’alto le cifre dell’acciaio e il trasporto di project cargo è potenziato dalle misure dell’UE per soddisfare le ambizioni climatiche”. (Fonte Ship Mag).

Kawasaki ha consegnato a Kumiai la seconda nave GPL a doppia alimentazione

Singapore – Kawasaki Heavy Industries ha consegnato la nave  Crystal Trinity da 84.000 metri cubi di gas di petrolio liquefatto (GPL) per Kumiai Navigation. Questa nave è una nave GPL a doppia alimentazione che utilizza GPL e olio combustibile a basso contenuto di zolfo, e la seconda nave GPL Kawasaki da 84.000 metri cubi che adotta un motore principale a doppia alimentazione. Kawasaki prevede di sviluppare e costruire più vettori GPL alimentati a GPL e altre navi commerciali che soddisfino gli standard ambientali, nonché di sviluppare e offrire altre tecnologie marine eco-compatibili, per contribuire alla creazione di una società de-carbonizzata.

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