Difesa navale: nei prossimi sei mesi Fincantieri conta di acquisire ordini per 5 miliardi di euro

Milano -Insieme al potenziamento degli stabilimenti dedicati alla Difesa (Muggiano-Riva Trigoso e Castellamare) la prospettiva di un ritorno dell’Arsenale della Spezia alla costruzione di sommergibili deriva da un corposo capitolo del Piano Industriale 2026-203 di Fincantieri.

“Il business della Difesa – si legge nella nota di sintesi – caratterizzato da marginalità elevata e da un impatto fortemente positivo sul profilo di capitale circolante del Gruppo, si colloca all’inizio di un macro-trend mondiale di lungo periodo, con opportunità di crescita significative in Italia, Europa e altre regioni strategiche, tra cui sud-est asiatico e Medio Oriente. Nel breve periodo, la domanda sarà inoltre favorita dalle risorse del Security Action for Europe (SAFE). Nei prossimi sei mesi il Gruppo è fiducioso di poter acquisire ordini per circa euro 5 miliardi in Italia, Medio Oriente, Stati Uniti e altri mercati esteri.

In questo contesto, Fincantieri si distingue per la sua capacità di aumentare rapidamente i volumi produttivi nel militare, raddoppiando i volumi di produzione in questo business sul sistema di cantieri attuali, e per un’offerta caratterizzata dall’integrazione di unità di superficie e droni subacquei, che contribuisce ad accrescere attrattività, flessibilità e valore dei prodotti del Gruppo e consente di rispondere alle esigenze della moderna dottrina navale, incentrata sul concetto di nave madre.
Nel segmento Underwater, la crescita è supportata dai programmi di espansione e adeguamento tecnologico delle flotte di sottomarini in Europa, Medio Oriente e Asia e dall’evoluzione del settore verso un ecosistema caratterizzato da applicazioni per la difesa, civili e dual-use, con un aumento della domanda per soluzioni nei campi della protezione di infrastrutture critiche e della mitigazione delle minacce, della guerra non convenzionale e dell’esplorazione mineraria dei fondali marini.

Il Gruppo è inoltre fortemente attivo nell’area dell’underwater civile nei campi della gestione operativa e della protezione delle infrastrutture, con la recente acquisizione di Xtera e la partnership con Wsense e con le soluzioni uniche fornite dal Gruppo, come la tecnologia di “rock dumping”.
Un’ulteriore crescita è attesa nei core business di Remazel Engineering e WASS Submarine Systems, con una forte domanda per siluri e altri sistemi di difesa convenzionali.

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