LA SPEZIA – Omaggio al Tino: quando un’isola diventa 158 opere e una festa.
di Elisabetta Cesari
È questa forse l’immagine che meglio riassume l’inaugurazione di “Omaggio al Tino – L’isola che adesso c’è”, aperta venerdì pomeriggio scorso negli spazi di Fondazione Carispezia alla presenza di un folto pubblico, di artisti e rappresentanti delle istituzioni, della cultura, della scuola e dell’associazionismo.
Sulle pareti e sui tavoli di Fondazione, 158 opere raccontano il Tino in modo creativo, inedito e sorprendente.
C’è l’isola osservata dal mare e quella immaginata da terra; quella della storia e quella della memoria, quella dei grandi maestri del passato e quella degli studenti e dei bambini… e quel profilo inconfondibile che la caratterizza.

“Con questa mostra conosceremo un po’ di più un’isola misteriosa attraverso un progetto patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, dall’Ufficio Scolastico Regionale, da Marevivo Liguria insieme ad altri enti del Territorio spezzino.
Per preparare questo evento abbiamo insieme circumnavigato il periplo del Tino sui leudi, ricercando quadri antichi, nei musei e in collezioni private, l’abbiamo sorvolata con gli idrovolanti dei Futuristi e abbiamo trasformato il canale, tra Tino e Palmaria, in un atelier a cielo aperto, come al tempo dei Macchiaioli e delle Avanguardie, alcune scolaresche vi hanno anche approdato”.
E’ così che ho introdotto gli interventi come presidente dell’associazione Amici dell’isola del Tino ODV dando il benvenuto ai presenti e ringraziando artisti, studenti e insegnanti.

Il Sindaco e Presidente di Provincia, Pierluigi Peracchini, si è congratulato per la partecipazione di tanta parte di città all’inaugurazione e per la proficua sinergia tra Scuole, Artisti e Associazioni creata dall’occasione di raccontare il Tino “…e pensate che solo pochi anni fa il Tino era soltanto l’isola che non c’è ha raccontato, scherzando, concludendo il suo intervento.
Incontri con autori e musica, con la partecipazione della violinista Erica Mezzacua e della giovanissima pianista compositrice Sofia Yakushev, hanno introdotto l’excursus storico della critica d’arte Giovanna Riu: “È bello vedere come a Spezia ci sia una comunità grande di pittori, fatta anche da coloro che non lo sono di professione, ma che hanno deciso di partecipare a questo evento spinti dall’emozione e dalla passione. Questa esposizione è espressione dell’estetica della fantasia e della generosità e dell’amore per il nostro Territorio, elementi di cui tutti abbiamo molto bisogno”.
Visite guidate condotte dai Volontarissimi degli Amici dell’isola del Tino ODV, incontri con gli artisti e laboratori peri bambini, creati dalla giovane artista, Alma Rifaat, hanno ritmato le due giornate successive, con i talk “A tu per tu con l’arte” delle 18.00 condotti da Paolo Cozzani e Orazio Scimone, Roberto Braida e Claudio Jaccarino e a cui hanno partecipato tanti degli autori presenti alla mostra, ma anche critici d’arte e famigliari dei grandi maestri scomparsi, come Gabriella, moglie di Francesco Vaccarone ed Enrico, figlio di Pino Saturno.

L’ultimo giorno di mostra ha portato in Fondazione un grande dono, inaspettato quanto gradito: tre quadri di Aprigliano che l’isola l’ha vissuta, amata ed interpretata magistralmente sostenendone il cammino di rinascita, negli anni ’60, con la Pro Insula Tyro. La xilografia con San Venerio, l’isola e il drago e quella con il Santo e le stelle hanno conquistato tutti i convenuti che hanno calorosamente ringraziato i nipoti che, venendo a visitare nei giorni precedenti la mostra, hanno desiderato, con questo gesto, rendere ancora più preziosa la giornata di chiusura.
Emozionante per tutti i presenti è stato sentire gli apprezzamenti per l’evento da parte del maestro Cosimo Cimino: “Per questo evento si è smossa tutta la città”.
Anche il critico d’arte Valerio Cremonini si è detto felice dell’evento, rimarcando la bellezza di vedere quanto pubblico abbia partecipato. “Molti non sono riusciti ad entrare all’inaugurazione, neppure io. Non si era mai visto!! Doveva durare di più questa esposizione, molto di più” commenta Cremonini, aggiungendo che “questa mostra ci dona il senso concreto di cosa è stata e di cosa è la tradizione artistica spezzina. Nell’interpretare l’isola, gli artisti hanno qualificato non solo la loro maestria, ma anche la nostra comunità che si è riferita a questa isola come ad un elemento identitario della propria storia”.

“L’aspetto più importante di questa mostra, per la nostra associazione, ma anche per il collettivo The Spezziner e il Laboratorio di Cromografia che hanno collaborato con noi, è stata la relazione tra gli artisti e le centinaia di studenti delle scuole che hanno interagito con loro, sostenuti dai loro insegnanti, dai dirigenti scolastici e dai nostri soci. Hanno realizzato qualcosa che lascia il segno nella nostra città, ma anche nella loro mente e nel loro cuore” racconta Gabriella Alibani, degli Amici dell’isola del Tino ODV.

Il numerosissimo pubblico ha potuto anche votare l‘isola del cuore, scegliendo il quadro che più interpretava l’idea di “isola che adesso c’è”. L’opera di Roberto Braida ha avuto il maggior numero di consensi, ma anche le opere delle associazioni inclusive come Coopselios, Antares, Officine Agapo e la Gabbianella hanno fatto il pieno di preferenze.
I quadri e i lavori degli studenti non entravano in competizione: tutte le opere sono state apprezzatissime ed utilizzate da sfondo per selfie e foto. Alcuni video dedicati le riproponevano nella loro bellezza nella sala centrale di Fondazione.
Il presidente di The Spezziner, Mauro Baraldi, e il direttore, Paolo Cozzani, hanno però individuato tra queste opere un fumetto a dir poco straordinario che ben si coniuga con la grafica della copertina della famosa “rivista che non c’è”. È l’opera di uno studente dell’istituto Einaudi Chiodo, KaremServa: a lui verrà offerta la possibilità di illustrare una copertina del prestigioso THE SPEZZINER.
E parlando di copertine… gli Amici dell’isola del Tino ODV hanno avuto ben due felici e preziose sorprese.
La prima è che tutti gli autori del Collettivo hanno regalato all’associazione tutte le copertine esposte nella mostra! Un dono prezioso che sarà condiviso in altre prossime occasioni di cultura.
La seconda, COLPO DI SCENA! quale eccellenza del Territorio… l’associazione Amici dell’isola del Tino ODV è divenuta copertina di The IsoladelTiner, tra abbracci, risate e la consapevolezza che le “cose belle” nella vita si fanno insieme.
La mostra è già stata richiesta da due Comuni che hanno importanti rapporti con l’isola del Tino, nonostante un’importante distanza geografica che li collega.





