Genova – Dal 1° luglio, come è noto, l’Unione europea ha introdotto nuove regole per i piccoli pacchi provenienti dai Paesi extraeuropei e acquistati attraverso le piattaforme di e-commerce.
Lo ricorda una nota di Spediporto a firma del direttore Giampaolo Botta che rilancia: “Può sembrare una questione tecnica riservata a doganalisti e spedizionieri. In realtà, riguarda molto da vicino anche i cittadini, perché può significare nuovi magazzini, nuovi traffici, investimenti e, soprattutto, nuovi posti di lavoro.
Le grandi piattaforme internazionali potrebbero trovare più conveniente portare le merci in Europa in quantità maggiori, conservarle in centri logistici europei e distribuirle successivamente ai clienti.
La Polonia si sta già muovendo per intercettare questa trasformazione.
Perché l’Italia non dovrebbe fare altrettanto? E perché Genova non dovrebbe candidarsi a svolgere un ruolo da protagonista?
Due articoli sul Secolo XIX sono illuminati. Uno a firma di Alberto Quarati e l’altro a firma di Emanuele Rossi.
Francesco Ferrari Abbiamo un grande porto, un aeroporto inserito nel sistema portuale, imprese di logistica, spedizionieri, competenze doganali e tecnologie informatiche. Abbiamo tutto ciò che serve per costruire una piattaforma capace di servire il Nord Italia, l’Europa e il Mediterraneo.
Ma le opportunità non si realizzano da sole.
Serve una regia comune tra Regione, Comune, Porto, Aeroporto, Dogane e imprese. Bisogna mettere a disposizione spazi, servizi efficienti e procedure certe, presentando Genova ai grandi operatori internazionali come un unico sistema logistico. Nei richiami alle riflessioni di Andrea Cappa e Sara Armella ci sono grandi opportunità da cogliere: dietro una nuova regola doganale può nascere una vera opportunità industriale per il nostro Paese. Questo è quello che sostiene da sempre Spediporto con le tante iniziative degli ultimi anni. In primis quella di Goas e della zona logistica semplificata.
Genova possiede le competenze e la storia per coglierla. Ora servono visione, velocità e capacità di decidere”.




