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Il Porto di Marina di Carrara torna a crescere

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Tempo di lettura: 4 minuti

I segnali di ripresa ci sono tutti, lo spazio per crescere c’è, e ci sono anche realtà imprenditoriali vivaci e fortemente motivate. Lo hanno detto alla tavola rotonda dei terminalisti nel convegno che si è tenuto nel salone dell’Autorità di sistema del Mar Ligure Orientale promosso da Wista Italia, Propeller dei Porti della Spezia e Marina di Carrara e la stessa Adsp. E lo hanno ripetuto più volte nel corso della visita ai tre terminal dello scalo mostrando non solo le attività ma anche le potenzialità di uno scalo che, abbinato a quello spezzino, fa parte di un sistema che ha tutte le carte in regola per giocarsi il valore aggiunto che si chiama efficienza. Neppure la convivenza con il cantiere navale per grandi yacht e con l’approdo della nautica da diporto è considerata un ostacolo. Certo è che bisogna arrivare ad un riordino armonico delle varietà presenti e questo potrà avvenire solo con l’approvazione del nuovo piano regolatore, attualmente all’esame della Regione Toscana, un piano che è condizione essenziale per ridisegnare il futuro dello scalo e mettere in cantiere i progetti necessari al reperimento delle risorse e agli investimenti, come ha detto con determinazione Costanza Musso di Grendi Trasporti, vice presidente di Wista. Sul piano regolatore ha incentrato tutto il suo intervento il presidente dell’Authority Mario Sommariva ribadendo il mantra che senza quello strumento non ci potranno essere nuovi investimenti con la conseguenza che il rischio sarebbe il declino. Come dire che la Regione Toscana faccia in fretta perché il porto di Marina di Carrara vuole entrare nel futuro. Oltre al piano regolatore, l’altra sfida fondamentale è quella della digitalizzazione alla quale, ha ammesso Alessandro Becce, amministratore delegato del terminal F2i-FHP Holding Portuale, dobbiamo dare una accelerata. Alessandro Becce ha anche mostrato un carico eccezionale in parcheggio nell’area retroportuale (un manufatto di mille tonnellate) che è stato poi imbarcato su una chiatta oceanica con destinazione (insieme ad un altro analogo) oltre Atlantico. La recente inaugurazione del nuovo fascio di binari interni, reso subito operativo, consente intanto di far partire dal terminal F2i-FHP due treni settimanali carichi di blocchi di granito verso il Veneto.

Mario Sommariva ha poi ricordato che il quadro è chiaro: lo sviluppo sarà contenuto dentro la foce del Carrione e si procederà a un riordino complessivo delle aree interne al porto in modo da dedicare gli spazi funzionali alla nautica e al commercio.

Nell’attesa il porto continua a dimostrare tutta la sua vitalità, misurabile nell’aumento delle movimentazioni che dal 6 per cento potrebbe già sfiorare un buon 10 per cento. Sono comunque in arrivo investimenti significativi come i 30 milioni di euro inseriti nel fondo complementare del Piano di rilancio (Pnrr) destinati aitre lotti del nuovo water front, mentre è in procinto di partire il bando per la passeggiata sulla diga foranea, corrispondente al lotto 4, seguiti a ruota dei lotti 1 e 2 che dovranno essere conclusi nel 2026.

 

L’onorevole Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha assicurato che il Porto di Marina di Carrara gode della particolare attenzione da parte della sua commissione e ha poi elencato le priorità: il prolungamento della banchina Taliercio – poi visitata con la guida dell’amministratore delegato del Marina Terminal, Michele Giromini, che ha assicurato con forza “se cresciamo, lo spazio c’è” – il miglioramento della viabilità in entrata e la velocizzazione della banchina sotto flusso. E non ha mancato di aggiornare sullo stato del lavoro di Governo e Camera per il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, progetto al quale anche il Porto di Carrara, insieme a quello della Spezia, pone grande attenzione e forti speranze.

Chiudendo i lavori, il presidente del Propeller del Porto della Spezia e del Porto di Marina di Carrara, Giorgio Bucchioni, ha indicato i nodi da sciogliere per assicurare una cornice generale di sviluppo: riconoscere che i porti medi come La Spezia e Carrara hanno una funzione insostituibile nel sistema Italia; applicare le normative europee come fanno gli altri Paesi senza appesantirle da ulteriori adempimenti burocratici; applicare la regola della sussidiarietà come prevede l’Unione e cioè quando un ente non adempie deve essere sostituito.

Sia consentito infine di dare atto – e la presenza di Wista Italia è stata significativa in questo – del ruolo femminile qualificato nella portualità ancorché numericamente poco elevata, che ha suggerito di immortalare il gruppo con foto in banchina per dire: noi ci siamo.

E così il Porto che ha tradizioni antichissime – con radici nel Portus Lunae – e nel quale venivano imbarcati i bianchi marmi apuani destinati a Roma e alle città dell’Impero, imbarcati sulle grandi naves lapidariae, e che resta il più importante scalo mondiale per i prodotti lapidei (con il 78 per cento di questi prodotti imbarcati e sbarcati), si è detto pronto alla sfida forte dei rapporti commerciali con 85 porti di 48 nazioni e linee di collegamento, oltreché interne (ro-ro regolari con la Sardegna che con un sistema snello ha abbattuto i tempi di attesa da 12 a 3 ore) con tutti i Paesi dell’area mediterranea, di Mar Nero, Nord Europa, Africa occidentale, Mar Rosso, Golfo Arabico, Sud Africa, India, Madagascar, Centro e Sud America, Canada, Stati Uniti, Estremo Oriente, Cina, Giappone e subcontinente Indiano. E che dispone dell’ Area Retroportuale Apuana, nella quale sono avviate, per le destinazioni interne, merci di provenienza estera per oltre 300.000 tonnellate e vengono ricevute per l’imbarco con destinazione estera merci per oltre 200.000 tonnellate.

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