Ultimi Articoli

La cyber-security è oggi vitale per la logistica e la portualità. Quindi? Stiamo parlando della sicurezza nazionale

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Tempo di lettura: 3 minuti

LA SPEZIA – Basta con i tentennamenti: la cyber-security è oggi vitale per la logistica e la portualità, due riferimenti strategici per il Paese. Ne discente che stiamo parlando di due settori di primaria importanza  e quindi della sicurezza nazionale.

di Salvatore Avena
Come abbiamo dovuto constatare la logistica e la portualità, per effetto della sua decisa crescita nei sistemi innovativi informatici e digitali, sono sempre più esposte agli attacchi di pirati informatici.
Sul piano normativo la revisione da parte dell’Unione Europea della Direttiva Europea NIS 2” sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi” inquadra il problema in una dimensione più complessa e impone agli Stati membri il dovere di una più puntuale attenzione al tema della cyber- security.
Il sistema articolato della portualità, dove sono sinergici operatori pubblici e privati, utilizza processi informatici e digitali in una logica di interoperabilità.
In sostanza le informazioni e i dati vengono scambiati per definire tutti gli aspetti operativi e i diversi adempimenti normativi che concorrono all’importazione e all’esportazione della merce.
Nel corso degli anni, l’ottimizzazione dei processi ha fatto in modo che il fattore tempo e la certezza del dato rappresentino l’efficienza delle catene di approvvigionamento, vale a dire che la competitività di un sistema portuale oggi non può prescindere da una decisa automazione e informatizzazione.
Questo quadro pone in evidenza che un possibile errore o alterazione nell’interoperabilità dei sistemi IT può causare gravi e pesanti problemi a tutti i soggetti attori nelle catene di approvvigionamento, problemi che vanno da semplici ritardi nelle consegne a danni economici consistenti.
Oggi la criminalità informatica è una minaccia mondiale in continua crescita che mina costantemente tutti i settori che fanno parte della supply chain e recenti attacchi hanno dimostrato che anche i colossi mondiali del settore marittimo risultano essere estremamente vulnerabili.
Alla base della criminalità informatica ci sono diverse motivazioni: c’è chi attacca per un guadagno facile, chi invece lo fa per sottrarre dati e informazioni a scopo politico o per vendere informazioni e chi invece utilizza gli hacker per spionaggi industriali e operativi. Ma questi attacchi informatici oggi sono anche utilizzati come armi offensive con l’obiettivo di destabilizzale o compromettere le economie dei Paesi.
Possiamo affermare dunque e senza paura di essere smentiti che il tema della sicurezza informatica nel settore logistico portuale oggi è estremamente concreto ma, ciò nonostante, il problema resta ancora molto sottovalutato, soprattutto da parte dello Stato che in realtà dovrebbe affrontarlo come un vero e proprio rischio per la sicurezza nazionale.
Il ricorso allo smart working o ai lavori in remoto inoltre espongono le aziende e gli enti che operano nel comparto della logistica e della portualità ad assumere ancor più consapevolmente strumenti di protezione in grado di garantire la sicurezza dei dati e delle informazioni. Obiettivo per il quale è fondamentale la formazione, e poi la formazione continua, del personale e degli operatori.
Come è fondamentale oggi accrescere il livello di consapevolezza per considerare la cyber security come un rischio d’impresa a tutti gli effetti sul quale diventa imperativo investire, così, come da qualche anno avviene nel settore bancario e finanziario, dove i livelli di protezione e di garanzia per i clienti sono costantemente monitorati per contrastare il fenomeno della pirateria informatica.
Per concludere è giunto il momento di iniziare a fare qualcosa di concreto. E per una volta tanto, senza arrivare per ultimi,  sarà necessario rendere disponibili competenze e risorse ma anche interventi normativi per favorire gli investimenti nel settore privato.
Perché il rischio è di avere un anello debole nella catena logistica attraverso il quale si può arrivare a compromettere un intero sistema globale di approvvigionamento.
Che significa pregiudicare settori importanti o meglio essenziali dell’economia del Paese, un rischio che non possiamo permetterci!

Tutti i diritti sono riservati

Iscriviti alla nostra newsletter

Privacy Policy

Iscriviti alla nostra newsletter

Altri Articoli Pubblicati

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi