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LA SPEZIA Centrale Enel: i sindacati chiedono l’attivazione procedura di raffreddamento e proclamano lo stato di agitazione del personale

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La Spezia – Le Federazioni regionali e provinciali con Paolo Musetti di Filctem-Cgil, Michele Pollarolo di Flaei-Cisl e Massimo Ismari di Uiltec-Uil hanno chiesto l’apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione in sede amministrativa, in applicazione della Legge 146/1990 e 83/2000 e dell’’accordo sindacale nazionale sul diritto di sciopero nel settore elettrico annesso al Ccnl di settore.

“L’iniziativa nasce dalla volontà dei lavoratori della Centrale Enel della Spezia – spiegano i sindacati in un lungo comunicato – di favorire una transizione ecologica trasparente, rapida, equa, giusta, socialmente ed economicamente sostenibile a fronte del fatto che a meno di 60 giorni dall’annunciata chiusura della produzione a carbone nella Centrale Enel della Spezia da parte di Terna attraverso un articolo del giornale “Il Sole 24 ore” e dopo il superamento dei termini per la presentazione degli iter autorizzativi da parte dei titolari degli impianti assegnatari delle aste di capacità del mercato elettrico per la gara del turbogas 2023, le organizzazioni sindacali di categoria rilevano che nessun atto amministrativo in merito ai due provvedimenti è stato effettuato da parte del MITE.

Al silenzio delle istituzioni preposte alla complessa gestione della transizione ecologica nel nostro paese è corrisposto, per il sito produttivo Spezzino un nuovo ruolo, quello di riprendere la produzione a carbone non per la sicurezza energetica ma per ridurre l’impatto negativo dell’aumento del costo del KWh nella bolletta energetica. Infatti, nella prima metà di ottobre, è approdata una prima nave carboniera a cui ha fatto seguito l’arrivo di una seconda. Ricordiamo che la Centrale doveva accompagnare in “riserva fredda” la produzione energetica nazionale, mentre ad oggi, è in procinto di essere utilizzata con altri obbiettivi proprio nelle ultime sue settimane di disponibilità al servizio.

Questa situazione avviene all’interno di un contesto di riconversione dell’area ancora fermo al palo dal 2015 e nessun progetto condiviso di riconversione dell’area, che impegni anche le risorse del PNRR, è stato messo in cantiere per trasformare l’area di Vallegrande in modo significativo. Ad oggi, nonostante l’urgenza e la necessità, nessuna attività verso la nostra richiesta di bonifica e demolizione per preparare le aree non più funzionali alla riconversione del sito è stata effettuata, attività che rappresenterebbero l’occasione di un futuro occupazionale nella nostra provincia.

Le organizzazioni sindacali di categoria Cgil Cisl Uil proclamano lo stato di agitazione e convocano un’assemblea di tutto il personale diretto e dell’indotto della Centrale al fine di aggiornare e condividere i termini della mobilitazione indetta.

In attesa di poter avviare le iniziative di mobilitazione, a partire dallo sciopero dello straordinario nei tempi previsti dall’accordo sulla regolamentazione dello sciopero nel Settore Elettrico. i tre sindacati DIFFIDANO l’Azienda che durante possibili avviamenti ed esercizio dell’impianto ed eventuali discariche navi ad esercire gli stessi con idonei organici per garantire la sicurezza che queste operazioni richiedono.

Di seguito le istanze dello stato di agitazione: richiesta al MITE di formalizzare la risposta in merito alla chiusura della produzione a carbone entro il 31 dicembre 2021, formalizzando l’attuale situazione della Sicurezza Energetica Nazionale; richiesta al MITE di dare una risposta in merito al procedimento di VIA per la sostituzione dell’unità a carbone esistente con nuova unità a gas presso la Centrale Termoelettrica della Spezia, anche in ragione dell’analogo iter autorizzativo che ha interessato la Centrale “Andrea Palladio” di Fusina (Venezia) conclusosi il 19 ottobre; richiesta al MITE ed al Governo di inserire il sito della Spezia come sito di interesse nazionale nel processo di transizione ecologica in corso; richiesta all’ Enel di chiarire concretamente il suo impegno diretto ed indiretto nel processo di riconversione dell’area di Vallegrande finalizzato al miglior bilancio ambientale e  occupazionale che impegni tutte le risorse previste nel suo piano industriale, nei capitoli di spesa compatibili con le progettualità promosse e capace di attrarre anche fondi aggiuntivi presenti nel PNRR; richiesta di gestire la produzione del gruppo a carbone, rispetto all’attuale consistenza degli organici, prevedendo funzionamenti che garantiscano organici adeguati a tutti gli standard di sicurezza.

I sindacati richiedono all’Azienda un incontro congiunto con le segreterie nazionali di categoria, per conoscere i suoi intendimenti in merito ai punti enunciati e le decisioni ultimamente prese da Enel sul nostro territorio, radicalmente diverse da quanto annunciato precedentemente e alle istituzioni locali e regionali di aggiornare il tavolo istituzionale con tutti gli stake-holder compreso i ministeri competenti per chiedere ad Enel un impegno straordinario nella riconversione dell’area di Vallegrande traguardando anche al miglioramento del bilancio ambientale del territorio spezzino.

E’ necessario recuperare gli attuali ritardi ed impegnarsi per attirare nel sito tutte le risorse disponibili nei fondi regionali per le aree di crisi non complesse, del PNRR e dei fondi europei per la transizione ecologica e impegnare Enel ad attivare il percorso di bonifica delle aree che verranno dismesse e alla loro riqualificazione sostenendo la ricollocazione dei lavoratori dell’indotto nelle nuove attività che si delineeranno sul sito o in realtà collegate.

La Spezia 5 Novembre 2021

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