LA SPEZIA – “L’economia del mare alla Spezia non è costituita da una singola specializzazione. È un sistema”.
Lo ha detto il Presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza intervenuto alla tavola rotonda “Industrie del mare, competenze nello scenario globale” al Forum “Risorsa Mare”
“Il primo messaggio che vorrei dare – ha detto il presidente Laghezza – è molto semplice: il mare non è un settore dell’economia italiana. È una delle grandi piattaforme sulle quali può poggiare la politica industriale del Paese.
E lo è ancora di più nello scenario globale che dà il titolo alla sessione di oggi. Stanno cambiando le rotte commerciali, stanno tornando protezionismo e politiche industriali nazionali, la sicurezza delle catene di approvvigionamento è diventata una questione strategica.
Contemporaneamente, la transizione energetica e digitale sta trasformando porti, navi, cantieristica e logistica, mentre si sviluppano nuove filiere legate alla robotica subacquea, alla sensoristica, ai sistemi autonomi e alla protezione delle infrastrutture sottomarine.
Ed è proprio qui che vorrei arrivare – ha concluso – alla Spezia. Perché credo che questo territorio rappresenti un caso particolarmente interessante: qui l’economia del mare non è costituita da una singola specializzazione. È un sistema”.
Da qui la necessità – per Laghezza – di non guardare più separatamente a porti, shipping, cantieristica, nautica, turismo, pesca e Difesa, ma considerarli parti di un unico sistema.
“Il mare sta diventando – ha spiegato – un vero ecosistema industriale, nel quale logistica, manifattura, energia, tecnologie digitali, sicurezza, ricerca e dimensione subacquea sono sempre più interconnesse”, un sistema che ha ormai un peso tutt’altro che marginale nell’economia italiana, visto che ha generato nel 2024 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto diretto, arrivando a 225 miliardi considerando l’indotto, con circa 1,1 milioni di occupati.
E in un Paese sempre più dipendente dai mercati internazionali, la dimensione marittima così diventa inseparabile dalla capacità competitiva del sistema produttivo. “Il mare non è un settore dell’economia italiana. È una delle grandi piattaforme sulle quali può poggiare la politica industriale del Paese”. Ed èquesta visione che trova alla Spezia una delle sue rappresentazioni più concrete nella concentrazione di competenze e attività che spaziano dalla cantieristica alla nautica, dal porto alla ricerca, dalla Difesa alla dimensione subacquea. La Spezia è infatti la prima provincia italiana per incidenza delle imprese dell’economia del mare con il 17,5% sul totale, ruolo derivato da una storia industriale costruita a partire dalla presenza della Marina Militare e dell’Arsenale che ha portato a grandi imprese, competenze specialistiche e un folto sistema di ricerca al quale si è aggiunta di recente il Polo della dimensione subacquea che non è soltanto Difesa ma anche telecomunicazioni, energia, protezione delle infrastrutture, robotica, intelligenza artificiale, ricerca scientifica e monitoraggio ambientale C’è inoltre la filiera che riunisce grandi produttori di yacht e superyacht, progettazione, componentistica, servizi e refitting, filiera nella quale “si concentra il 26% della produzione mondiale. Il porto, che è secondo in Italia per la movimentazione di oltre 1,2 milioni di TEU l’anno e che sul piano dell’intermodalità inoltra via ferro il 34% dei container con l’obiettivo di portare la quota ferroviaria al 50%.





