Roma – E’ stato scelto il Parco archeologico del Colosseo, cuore della storia millenaria italiana. per la conferenza conclusiva del Tour mondiale dell’Amerigo Vespucci, attualmente affidato alle cure dell’Arsenale della Spezia, tour che, per lo stesso motivo simbolico, era stato presentato al Vittoriano prima della partenza.
Ebbene, è stato di 3,04 miliardi il ritorno economico di 3,04 miliardi di euro, di un ROI che ha moltiplicato per 62 volte l’investimento iniziale e di più di un milione e 200mila visitatori, tutti numeri questi riassuntivi dell’analisi di Interbrand e del Centro Studi di Confindustria con l’Università La Sapienza, su una l’iniziativa che è stato sì un evento culturale e simbolico ma anche un motore economico e di proiezione internazionale dell’Italia.
Entrando nei particolari il tour ha generato 479 milioni di euro in termini di export, creato 11.155 nuovi posti di lavoro e prodotto un valore mediatico stimato in 254 milioni di euro.
E ancora: sono stati 1.269.533 i visitatori tra nave e villaggi, dei quali, nella fase mondiale, 419.855 sono stati accolti negli otto Villaggi Italia. e 446.101 nei nove Villaggi IN Italia. E nelle tappe senza villaggio, il solo Vespucci ha accolto 403.577 visitatori.
Enorme è stato poi l’impatto digitale: i sei canali social del Tour hanno raggiunto 2.514.346 follower totali e i contenuti hanno ottenuto 1,31 miliardi di visualizzazioni. Ei contano 37.533 pubblicazioni a livello nazionale e internazionale, con un sentiment positivo nell’88,1% dei casi.
Nel tracciare il bilancio dell’impresa il ministro della Difesa Guido Crosetto ha detto che “l’idea era di sfruttare un viaggio addestrativo militare per portare l’Italia nel mondo: quello del Vespucci è un esempio di come possiamo utilizzare parte del nostro passato e del nostro presente per costruire il futuro”. Ma anche ricordato che all’inizio il progetto fu accolto con scetticismo: “Sembrava una pazzia e abbiamo ricevuto solo dei no, legati al timore di sprecare soldi. Ma superati questi ostacoli, abbiamo imboccato la via che ci ha permesso di raggiungere questi straordinari risultati. Siamo felici del lavoro di squadra che non può finire qua: è un’esperienza che va alimentata anche negli anni a venire”.
In conclusione il ministro ha ricordato i numeri chiave: cinque continenti, 33 Paesi, 53 porti toccati, 49.500 miglia nautiche percorse, 1.150 lavoratori e 310 aziende coinvolte, di cui due terzi italiane, concludendo con un annuncio a sorpresa: “Il prossimo anno per i 250 anni della marina militare americana saremo New York con la Vespucci e anche qui con un padiglione Italia”.
“Non doveva essere soltanto un evento formativo ma qualcosa di straordinario: l’Italia che porta nel mondo la sua cultura, i valori e le tradizioni”. Così l’ammiraglio Enrico Credendino, capo di Stato Maggiore della Marina Militare, che ha ricordato i momenti più intensi del viaggio: “Il passaggio a Capo Horn è stato epico, uno dei più emozionanti. I più difficili? La traversata del Pacifico, quasi trenta giorni di solitudine, e il rientro attraverso il Mar Rosso, indispensabile per evitare quattro-cinque mesi in più di navigazione attorno all’Africa”. E ha concluso: “Il motto del Vespucci è non chi comincia ma quel che persevera: noi abbiamo cominciato ma dobbiamo perseverare. La tappa dell’anno prossimo nel Nord America sarà la naturale prosecuzione di quanto avviato in questi due anni”.
Premesso che “la missione del Vespucci ha rafforzato il profilo, l’immagine e il prestigio dell’Italia nel mondo, suscitando simpatia e stima in ogni continente”, per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano dall’esperienza del veliero emergono tre insegnamenti: “Il primo riguarda la capacità del Paese di proiettare all’estero il proprio valore, spesso sottovalutato dagli stessi italiani. Il secondo è la forza dello spirito di squadra: sul Vespucci non c’è un solo gesto che non sia frutto del lavoro collettivo. Infine, la tradizione: per un veliero che ha un secolo di vita, la tradizione non è antichità, ma ciò che rende vivi i morti. Il Vespucci è interprete autorevole di questo legame tra sfide del presente e radici nazionali”.
Dal canto suo la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha ricordato la partecipazione di 120 associazioni nelle 15 tappe italiane, con oltre 6.000 persone salite a bordo.





