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Nel rapporto dell’Ue Cooperative “le furbate e le frodi più comuni nel pesce importato”

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Nel rapporto dell’Unione Europea delle Cooperative della pesca e di tutto il settore ittico oltre chiedere il rinnovamento della flotta italiana e di salvare i 28mila posti di lavoro che garantiscono al Paese sovranità alimentare italiana anche nel settore ittico a tutela di imprese e famiglie.

Si parte, come si è visto nell’articolo che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, dal monito che “senza pescherecci non ci può essere vero pesce Made in Italy a tavola per arrivare alle furbate per speculare sul peso ai danni dei consumatori.

Furbate come la “glassatura” in cui l’acqua utilizzata per mantenere idratata la superficie del pesce viene fatta congelare creando uno strato superficiale di ghiaccio oppure mediante salamoia o iniezioni possono essere aggiunti additivi alimentari, come i polifosfati o la glicina, che pur non essendo in genere nocivi per l’uomo, tendono a trattenere l’acqua aumentandone il peso del prodotto.

Ma il rapporto indica anche altre furbate ancora più gravi ai danni dei consumatori e che si traducono in truffe. Tra quelle più diffuse – dice il rapporto – c’è anche lo “scambio” di specie di minor valore al posto di quelle più pregiate: l’Acciuga o Alice viene spesso sostituita da Spratto o Papalina, la Sardina può essere anch’essa rimpiazzata con Papalina o Spratto oppure con Alaccia, mentre in sostituzione del Bianchetto sia fresco che lavorato, ma anche al posto del Rossetto, vengono usate specie, molto diffuse nei paesi asiatici, generalmente importate dalla Cina come prodotto congelato.

Il Merluzzo spesso viene sostituito, soprattutto se commercializzato in forma di filetti, con specie meno pregiate ma molto simili nelle dimensioni e nel colore della carne, come il Pollak o il Merluzzo carbonaro. La Sogliola, molto apprezzata per le sue carni magre e facilmente digeribili, viene scambiata – evidenzia Uecoop – con molte specie dalla forma simile ma di valore commerciale inferiore come la Sogliola turca, la Sogliola atlantica o la Sogliola indo-pacifica con lievi differenze nell’aspetto della pinna pettorale.

Il Pesce Persico poi è una specie di acqua dolce autoctona dell’Italia molto richiesta dal mercato europeo e italiano e commercializzato in notevoli quantitativi, in particolare sotto forma di filetti. Ebbene questo pesce Made in Italy – evidenzia Uecoop – viene largamente sostituito con Persico Africano proveniente principalmente dal Kenya e dalla Tanzania, zone in cui si verificano talvolta gravi problemi di inquinamento.

E la Platessa, venduta soprattutto in forma di filetti congelati e ampiamente utilizzata nelle mense, è spesso sostituita con altre specie i cui filetti sono simili, come la Passera, la Passera del Pacifico, la Platessa del Pacifico e la Limanda. I

Il Nasello è, come si sa, una specie pregiata, venduta prevalentemente fresca ma anche in forma di filetti, che può essere sostituita, in particolare a livello di ristorazione, con pesci di valore commerciale inferiore come per esempio il Capellano o Busbana, il Merlano o Molo, il Melù o Potassolo.

Un “classico” degli scambi è infine quello del Pesce Spada con lo Squalo Smeriglio. Ma anche i calamari italiani sono molto spesso sostituiti con “cugini” di minor pregio come il Calamaro del Pacifico, il Calamaro indiano, il Calamaro atlantico o il Calamaro sudafricano mentre al posto di un’ottima Rana Pescatrice si rischia di mangiare un Pesce Rospo, un Pesce Prete o una Gallinella, mentre è molto pericolosa la sostituzione con il Pesce Palla che comprende specie velenose a causa della presenza di una potente neurotossina, la tetrodotossina.

Per combattere le frodi – evidenzia Uecoop –  è fondamentale prevedere l’obbligo di indicazione in etichetta del giorno in cui il pesce è stato pescato in modo da garantire la massima informazione e trasparenza sulla freschezza del prodotto e l’indicazione di origine va inserita oltre che sui banchi del mercato o dei supermercati anche per i piatti proposti nei menù dei ristoranti, un po’ come avviene per la segnalazione sull’uso di prodotti freschi oppure surgelati.

 

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