Genova – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conflitto in Iran iniziano dunque a produrre effetti negativi sul sistema logistico italiano.
Lo si è toccato con mano e quantificato con i dati diffusi dal Centro Studi di Fedespedi in occasione dell’Assemblea Pubblica di Federspedi a Genova nel quadro delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario dell’associazione.
Oltre ai traffici marittimi in calo, tranne alcune eccezioni, come nei Porti della Spezia e di Salerno, gli effetti negativi di quello considerato fino ad un oggi un rallentamento coinvolge anche il trasporto aereo delle merci.
Nel primo trimestre del 2026 gli aeroporti italiani hanno movimentato 279,5 mila tonnellate di merce, con una flessione del 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La contrazione interessa i due principali scali cargo del Paese: Malpensa, in calo del 4,5%, e Fiumicino, in flessione del 2,1%.
Concause del risultato negativo sono indicate dal Centro Studi Federspedi: il quadro internazionale, le difficoltà del traffico aereo in un’area nevralgica e di transito come il Medio Oriente e misure regolatorie, tra le quali, la si ricorderà, la nuova imposta di due euro sui pacchi in arrivo dalla Cina.
(3 – fine)





