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Report Allianz sulla sicurezza delle navi: aumentati gli incidenti, diminuite le perdite totali nel mondo

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Tempo di lettura: 3 minuti

 Monaco – Come è noto l’industria marittima internazionale rappresenta circa il 90% del commercio mondiale, per cui è fondamentale la sicurezza delle navi.

Il monitoraggio è quindi rilevante per la gestione delle flotte che contano nel mondo 90mila navi in navigazione.

L’aggiornamento del  Safety & Shipping Review 2022 di Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS) sintetizza – secondo quanto riportato da SeaReporter – così il il suo Report: l’anno scorso il settore ha mantenuto il suo trend positivo in materia di sicurezza a lungo termine, ma l’invasione russa dell’Ucraina, il crescente numero di problematiche dai costi importanti che coinvolgono le grandi navi, le sfide per gli equipaggi e la congestione dei porti derivante proprio dall’incremento del trasporto marittimo, insieme alla  gestione degli impegnativi obiettivi di decarbonizzazione, non lasciano spazio alla tranquillità, secondo quanto emerge dal  Safety & Shipping Review 2022 di Allianz Global Corporate & Specialty SE (AGCS).

“I trasporti hanno dimostrato un’enorme capacità di resilienza nel corso di questi ultimi difficili anni, come testimonia il boom a cui assistiamo oggi in diversi settori dell’industria – dice il capitano Rahul Khanna, Global Head of Marine Risk Consulting di AGCS  con le perdite totali sono ai minimi storici, ovvero circa 50-75 all’anno negli ultimi quattro anni rispetto alle oltre 200 all’anno degli anni ’90.Tuttavia, la tragica situazione in Ucraina ha causato problemi diffusi nel Mar Nero e altrove, aggravando la situazione delle supply chain già sotto pressione e anche i disagi già esistenti provocati della pandemia di Covid-19, la congestione dei porti e i problemi relativi al  cambio degli equipaggi. Allo stesso tempo, alcune delle risposte adottate per sostenere l’incremento del trasporto via mare, come modificare l’utilizzo o estendere la vita lavorativa delle navi, sollevano alcune perplessità”

Insomma “i crescenti problemi posti dalle grandi navi, come incendi, incagli e complesse operazioni di salvataggio, continuano a rappresentare una sfida per gli armatori e i loro equipaggi”.

E veniamo alla parte dello studio annuale che analizza le perdite e i sinistri (incidenti) di navigazione segnalati per navi oltre le 100 tonnellate lorde. Nel 2021 sono state riportate 54 perdite totali di navi a livello mondiale, rispetto alle 65 dell’anno precedente. Questo rappresenta un calo del 57% in 10 anni (127 nel 2012), mentre durante i primi anni ’90 la flotta mondiale perdeva più di 200 navi all’anno. La riduzione delle perdite  totali nel 2021 è resa più impressionante dal fatto che oggi esistono circa 130.000 navi nella flotta mondiale rispetto alle circa 80.000 di 30 anni fa. Tale progresso riflette la maggiore attenzione alle misure di protezione attraverso programmi di formazione e sicurezza, il miglioramento del design delle navi, la tecnologia e la regolamentazione.

Secondo il rapporto, si sono verificate quasi 900 perdite totali negli ultimi dieci anni (892). La regione marittima della Cina meridionale, Indocina, Indonesia e Filippine è la zona dove se ne registrano di più, con una su cinque nel 2021 (12) e una su quattro nell’ultimo decennio (225), conseguenza dell’alta concentrazione di commercio in quelle aree, porti congestionati, flotte più vecchie e condizioni meteorologiche estreme. A livello mondiale, le navi da carico (27) rappresentano la metà delle navi perse nell’ultimo anno e il 40% nell’ultimo decennio.

Il naufragio (affondamento/sommersione) è stata la causa principale delle perdite totali nell’ultimo anno, pari al 60% (32).

In conclusione mentre le perdite totali sono diminuite nell’ultimo anno, il numero di incidenti di navigazione segnalati è aumentato e le Isole britanniche ne hanno registrato la maggior parte (668 su 3.000). I danni ai macchinari hanno rappresentato più di un incidente su tre a livello globale (1.311), seguiti da collisioni (222) e incendi (178), con un aumento del numero di questi ultimi di quasi il 10%.

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