Rixi: sulle navi da costruire l’Europa si dia una mossa, altrimenti Cina e Stati Uniti …

Roma – “La cantieristica è oggi uno dei temi più importanti perché c’è un mondo che guarda sempre di più al mare e che attende migliaia di navi da costruire in bacino.”

Lo ha detto il Viceministro Edoardo Rixi parlando al IV Summit nazionale-Economia del mare Blue Forum in corso a Roma, aggiungendo che sarebbe un peccato che fossero i quelli cinesi o coreani, anziché tricolori.

Perché anche se l’Italia eccelle, o meglio, eccellerebbe, la costruzione di navi dopo il 2032 rischia di spostarsi completamente verso il sud est asiatico dove Paesi come la Cina possono contare sugli aiuti di stato per avere prezzi più bassi, mentre gli Stati Uniti di Trump sta rilanciando il settore con agevolazioni statali.

Di fronte a questo scenario – avverte Rixi – l’Europa, che ha il 7% di bacini di carenaggio in confronto all’85% del sud est asiatico,  non può rimanere passiva. Il rischio è di avere cantieri pieni fino al 2032, come previsto da Fincantieri, e poi vederli svuotare.

Bisogna insomma fare di più, presto e più velocemente per rilanciare la cantieristica italiana oltre il 2030: oggi abbiamo ancora il tempo per prepararci, abbiamo le capacità, il know how, la filiera e le professionalità. Le strutture italiane avrebbero bisogno intanto di un adeguamento alle dimensioni delle navi di oggi e solo tra qualche tempo l’Italia avrà il primo bacino di carenaggio da 400 metri.

La sfida – avverte Rixi – è che dobbiamo puntare a essere i primi a livello mondiale, con uno sforzo collettivo pubblico-privato che permetta di dare impulso ai prossimi anni.

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