Aosta – Carlo Rossi, presidente e atleta dell’associazione sportiva spezzina “Sport Club”, ha portato a termine per la terza volta consecutiva il Tor des Glaciers 450 km, una delle prove più dure e iconiche del panorama internazionale della corsa in montagna.
La gara, durata 185 ore consecutive, è partita da Courmayeur lo scorso venerdì 11 settembre, con rientro a Courmayeur sabato 19 settembre, dopo aver percorso tutto il perimetro della Valle d’Aosta lungo i più elevati sentieri, colli e passaggi di alta montagna, sviluppandosi su una distanza di circa quattrocentocinquanta chilometri con 32.000 metri di dislivello complessivo, lunghi tratti in autonomia idrica e alimentare, passaggi in quota e numerose ore consecutive di gara tra giorno e notte.
Più ancora della distanza, è la continuità dello sforzo a rendere il Tor des Glaciers una prova particolare: per diversi giorni gli atleti devono gestire insieme orientamento, alimentazione, riposo, condizioni meteorologiche, fatica fisica e lucidità mentale. Per Rossi si tratta del terzo completamento consecutivo della gara, risultato che consolida un percorso ormai pluriennale nelle ultradistanze e nel trail running.
«Il Tor des Glaciers è certamente una sfida sportiva estrema, ma quello che mi interessa maggiormente è tutto ciò che si impara durante esperienze di questo tipo: organizzazione, capacità di adattamento, conoscenza del territorio, gestione della fatica e degli imprevisti. Sono aspetti che hanno valore nello sport, ma spesso anche molto al di fuori dello sport».
La preparazione al Tor des Glaciers è stata svolta in larga parte proprio sui sentieri del territorio spezzino, dal Monte Parodi alle Cinque Terre, Levanto e la Val di Vara, utilizzati durante l’anno come terreno di allenamento per sviluppare resistenza, dislivello e capacità di muoversi a lungo su percorsi tecnici.
«Abbiamo un territorio straordinario, che si presta in modo naturale al trail running. Penso alle Cinque Terre, alla Val di Vara, all’entroterra e a tanti percorsi che sono già teatro di eventi sportivi importanti come lo Sciacchetrail 100km, eventi capaci di richiamare atleti anche da fuori regione e dall’estero, valorizzando allo stesso tempo sentieri, borghi ed entroterra. Credo che ci siano ancora molte possibilità da sviluppare. Le gare di lunga distanza possono essere uno strumento molto efficace per far conoscere il territorio in modo autentico. Quando sono ben integrate con le comunità locali e con la rete dei sentieri, diventano qualcosa che va oltre la sola competizione sportiva».
L’esperienza accumulata nelle gare di lunga distanza sta diventando anche uno stimolo per contribuire allo sviluppo dello sport outdoor nella provincia della Spezia. In questa prospettiva si inserisce l’associazione sportiva spezzina Sport Club, di cui Rossi è presidente, realtà aperta a dare un contributo alle attività legate agli sport outdoor e a progetti capaci di valorizzare i percorsi e i territori della provincia, a partire dalla pulizia e dal mantenimento dei sentieri. Nei prossimi giorni Rossi pubblicherà su sportclub.it anche un resoconto completo del Tor des Glaciers appena concluso, con il racconto della gara, dei passaggi più significativi, dell’organizzazione, dei materiali utilizzati e delle strategie adottate durante i giorni trascorsi sulle montagne valdostane.





