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Va in scena in Largo Fiorillo il racconto di due “camalli” del porto, uno di Genova l’altro della Spezia, diventati nella vita due attori del cinema muto

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Tempo di lettura: 2 minuti

Andrà in scena sabato 25 settembre 2021 alle ore 18,30 al Terminal in largo Fiorillo a fianco della Capitaneria di Porto della Spezia il racconto “Maciste vs Cimaste”.

Il racconto è stato scritto ed è interpretato da Massimo Minella, in scena insieme a Franco Piccolo (fisarmonica) e Augusto Forin (chitarra e voce). L’appuntamento è per sabato 25 settembre 2021 alle ore 18,30 al Terminal 1 in largo Fiorillo a fianco della Capitaneria di Porto della Spezia.

A introdurre il racconto sarà il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva.

Massimo Minella, giornalista e scrittore, vicecaporedattore della redazione genovese di “Repubblica”, racconta dei due “camalli” del porto, uno di Genova l’altro della Spezia, diventati nella vita due attori del cinema muto: Bartolomeo Pagano, in arte Maciste, famosissimo e osannato dal pubblico e Umberto Guarracino, in arte Cimaste, celebre invece per breve tempo, prima dell’oblio.

Questa storia inizia alla fine dell’Ottocento quando si diffonde una nuova forma di intrattenimento, un po’ divertimento, un po’ scienza: il cinema che, fin dai suoi esordi, crea stupore, seduce, affascina, ma che può anche spaventare.

Insieme al decollo arriva anche la paura del nuovo, di un qualcosa che rompe gli schemi passati e spaventa i sostenitori della conservazione. È in questo contesto che sulla scena del cinema muto debuttano i due personaggi protagonisti della storia narrata da Minella, uniti dal  lavoro e dalla fatica, li separano la carriera e l’epilogo. Due destini diametralmente opposti, i loro, che si incroceranno per tre volte sul set.

Come cerchi concentrici che si allontanano rispettando la perfetta geometria della natura, le vite di Maciste e di Cimaste si sviluppano su più livelli spesso coincidenti: il lavoro in porto, la chiamata del cinema, la carriera italiana e la parentesi tedesca, l’addio voluto o forzato con l’eclissi del muto.

Il racconto è un tuffo nel passato, con storie e legami unici e sorprendenti, è un incontro di parole, musica e immagini che dagli albori del cinematografo arriva intatto fino ai giorni scorsi e ci svela qualcosa che potrebbe rivelarsi molto utile anche in futuro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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