Ancona Capitale della cultura. Giorgio Borrini: ma Sarzana l’Impavida non si ferma

Roma – Sarà Ancona è la Capitale italiana della cultura per il 2028 che avrebbe vinto in volata il testa a testa con Sarzana nel corso della proclamazione di questa mattina a Roma. Al riguardo l’assessore Giorgio Borrini, che era presente con il sindaco Cristina Ponzanelli, ha scritto un suo commento che ospitiamo.

di Giorgio Borrini 

Ci dicevano che essere tra le finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura fosse già un traguardo storico, per una piccola città come Sarzana. Ci dicevano che stavamo sfidando realtà enormi, che essere a Roma a confrontarci con loro fosse già una vittoria epocale.

Ci dicevano che, in pochi mesi, avevamo costruito visibilità, credibilità e reti senza precedenti.

È tutto vero, naturalmente. E siamo molto orgogliosi di tutto questo. Ma è altrettanto vero che abbiamo creduto fino all’ultimo, lavorando per rendere possibile l’impossibile. E, da quanto ci è stato raccontato, ci siamo arrivati molto vicini. Lo abbiamo sfiorato, l’impossibile.

Mi sono preso qualche ora per riflettere a mente fredda e provare a rispondere a tutti voi. Siete tantissimi. Lo faccio con questi pensieri, mentre torniamo in treno verso casa.

Questa candidatura non è mai stata un libro dei sogni, né la rincorsa a un titolo. È la tappa di un percorso più ampio. Oggi quel percorso è più solido. Molto più solido.

Abbiamo costruito un’infrastruttura reale, attraverso la progettazione culturale: relazioni, investimenti, branding, programmazione, reti.

Abbiamo unito territori e connesso città.

Abbiamo portato Sarzana nelle mappe nazionali: oggi il suo nome, in molti contesti, ha un peso decisamente diverso. Siamo credibili.

Soprattutto, abbiamo riscoperto ciò che conta davvero: una nuova coscienza civica. La consapevolezza che Sarzana può ambire, competere, guidare. Una città non ripiegata su se stessa, consapevole del proprio ruolo e orgogliosa della propria identità. Tutto questo ha un valore incalcolabile.

Non riesco a rispondere a tutti, ma lo farò. Grazie della vostra presenza, del vostro entusiasmo e del vostro orgoglio.

Qualche anno fa sembrava impossibile, ambire a un traguardo come il titolo di Capitale Italiana della Cultura. Oggi abbiamo dimostrato che non lo era: sfiorandolo, dopo aver sviluppato infrastrutture culturali, mettendo a sistema decine di milioni di investimenti, attratto fondi, programmato cultura e futuro. Una comunità ci ha creduto, si è messa in gioco, ha trovato una direzione.

Come le persone, anche le comunità hanno uno scopo. Quello di Sarzana è questo: cultura, identità profonda, connessione. Non serve un titolo per compierlo, ma inseguirlo può accendere luce e nuove consapevolezze. È successo.

I progetti continueranno. Le reti resteranno. La direzione è tracciata.

Grazie a tutti: istituzioni, enti, associazioni, professionisti e cittadini. C’è un seme di ognuno di voi in questo progetto, e non andrà disperso.

L’Impavida non si ferma.

È più forte, più consapevole che mai.

E continuerà a esserlo, per Sarzana e per il Paese.

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