LA SPEZIA – Sono stati cinque i ministri intervenuti nella prima giornata del Forum Risorsa Mare ospitato nell’Auditorium “Giorgio Bucchioni” dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale alla Spezia.
Cinque ministrati a dimostrazione dell’interdisciplinarità dell’Economia del Mare che prosegue alla conquista di una sua identità e specificità essenziali per definire il suo ruolo nel Paese degli 8mila chilometri di coste chiamate a raccordarsi con i rispettivi territori.
Dicevamo cinque ministri che sono stati il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
E domani sarà il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi a chiudere il cerchio delle istituzioni al forum che coinvolge inoltre rappresentanti delle istituzioni europee, delle Forze Armate, del sistema portuale, dell’industria e della ricerca e che ha tra i partner dell’iniziativa figurano Fincantieri, Assonautica Italiana-OsserMare, Assarmatori, Confitarma, Confindustria Nautica, Gruppo MSC, GEICO, GCERTI, Marinedì, SIR Industriale, NatPower Marine e RINA.
Ripartendo dall’assunto del ministro Nello Musumeci che “dalla dimensione subacquea alla transizione energetica, dai porti alla formazione di nuove competenze, l’Italia possiede “tutte le condizioni per consolidare il proprio ruolo di grande Nazione marittima”, lo stesso ministro ha aggiunto che “per raggiungere questo obiettivo occorre una visione strategica capace di mettere insieme Istituzioni, imprese, ricerca e territori”.
Risorsa Mare si conferma così “un prezioso cantiere di idee e di confronto”, dal quale ricavare proposte da trasformare in politiche concrete per la crescita dell’economia blu.
Per Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, l’Economia del Mare è “un settore poliedrico” in una Italia che dispone di un patrimonio industriale, logistico, tecnologico e culturale, il quale però deve però essere sostenuto da “una programmazione degli investimenti, pubblici e privati, stabile e che guardi al futuro”.
Ad imporre un salto di qualità sono oggi le rotte globali, la transizione energetica, le infrastrutture subacquee e la crescente competizione internazionale che ci chiamano ad una sfida che può essere così riassunta: trasformare i nostri primati in una leadership sistemica” con priorità porti, intermodalità, industria, competenze, sicurezza subacquea e infrastrutture energetiche.
L’obiettivo ultimo? Trasformare il confronto di Risorsa Mare in “un’agenda condivisa e misurabile per il Paese”.
Credit Photo Emanuele Rubino
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