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Conftrasporto ai candidati: “ecco il nostro manifesto in 10 punti”. E il presidente Paolo Uggé rilancia il Ponte sullo Stretto

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Roma – Sostenere l’intermodalità e la transizione green con tempistiche di buonsenso, favorire il rinnovo del parco circolante mantenendo, nella fase di passaggio, le esenzioni sui carburanti meno inquinanti (come il Gnl), realizzare il Ponte sullo Stretto, struttura necessaria per l’Italia, l’Europa e per il Paese. Soprattutto, confermare il protocollo MIMS.

Sono alcuni dei punti del Manifesto redatto dal settore autotrasporto di Conftrasporto-Confcommercio in vista delle prossime elezioni politiche e trasmesso a tutte le forze politiche e ai candidati.

“Il trasporto stradale, che movimenta più del 70% delle merci, è un asset strategico del Paese, fattore abilitante primario del suo progresso economico e sociale – spiega il presidente di Conftrasporto Paolo Uggè – Un programma di governo lungimirante non può non prevedere un sistema d’interventi volti a favorirne la crescita e lo sviluppo”.

Priorità, accelerare il pagamento dei fondi ministeriali sugli investimenti (circa 500 milioni di euro) e aprire un tavolo di confronto con il prossimo governo.

QUESTO IL DECALOGO

  1. Costi minimi. Definire l’obbligatorietà dei costi minimi di sicurezza e i tempi di pagamento e regolamentazione delle soste improduttive.
  2. Libera circolazione. Difendere presso l’Ue del principio della libera circolazione delle merci, con particolare riferimento all’asse del Brennero.
  3. Fit For 55. Aderiamo in pieno allo sforzo collettivo per la tutela ambientale. È tuttavia necessario prevedere tempistiche congrue e strumenti idonei per accompagnare le imprese verso il cambiamento senza esserne travolte. Quindi diciamo ‘no’ all’ipotesi di revisione della direttiva sulla tassazione sui prodotti energetici e all’eliminazione del meccanismo di rimborso parziale (le nostre imprese hanno l’accisa più elevata d’Europa); ‘no’ all’eliminazione delle esenzioni consentite per il gas naturale (per non penalizzare le filiere presenti nel Paese: 30% di veicoli pesanti alimentati a GNL); ‘no’ all’estensione per l’autotrasporto del sistema ETS (se applicato si tradurrà in un incremento ulteriore di costo di circa 25 centesimi di euro al litro). Sì al finanziamento per il rinnovo dei mezzi così da consentire l’accesso di nuove imprese al mercato solo se dotate di autoveicoli di categoria Euro VI o a trazione alternativa e non inquinante.
  4. Indennità di trasferta. Incrementare l’indennità di trasferta esente da tassazione per i conducenti, anche per fronteggiare il grave problema della carenza di autisti, per il quale proponiamo inoltre di abbassare l’età minima a 18 anni, con un salario di ingresso adeguato agendo sulla parte contributiva e fiscale.
  5. Divieti di circolazione. Vanno revisionati: attualmente sono oltre 80 le giornate interdette ai mezzi pesanti, limitazioni che ostacolano l’approvvigionamento delle merci ai negozi.
  6. Motorizzazioni civili. Immettere in organico nuovo personale qualificato ed eventualmente privatizzare alcune funzioni. Ricostituzione dei Centri di revisione Mobili nei punti di ingresso nel Paese (Porti e confini).
  7. Authority Trasporti: ridefinizione dei compiti per garantire il rispetto delle regole (oggi è solo un costo per attività inesistenti).
  8. Trasporti eccezionali. Rivedere criteri e adempimenti burocratici eliminando gli ostacoli alla piena esecuzione di questa importante tipologia di trasporti.
  9. Trasporto rifiuti. Sulla nuova ‘app’ R.E.N.T.R.I. del sistema di tracciabilità occorre un periodo di sperimentazione per evitare gli errori già commessi con il sistema Sistri, rivelatosi oneroso e inefficace.
  10. Divieto di scarico per autisti. Istituire il divieto di carico e scarico dei veicoli industriali da parte degli autisti, così come in Spagna e Portogallo, con alcune eccezioni (dove l’apporto dell’autista è fondamentale).

 

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