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F2i Sgr (con un terminal a Marina di Carrara) a 7 miliardi di raccolta lancia il Fondo di debito infrastrutturale

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Tempo di lettura: 2 minuti

MILANO  F2i Sgr, primo asset manager infrastrutturale italiano e tra i primi in Europa, ha superato i 7 miliardi di euro di raccolta con il lancio del suo primo fondo di Debito Infrastrutturale con un ammontare target di 500 milioni di euro.

Il nuovo Infrastructure Debt Fund 1 (IDF1), il primo di questo tipo gestito da un asset manager italiano, ha concluso con successo il primo closing, pari a 310 milioni di euro sottoscritti da investitori italiani ed esteri (Assicurazioni, Banche, Casse di previdenza, Fondazioni bancarie).

Il Fondo ha l’obiettivo di mobilitare capitali di lungo termine offrendo agli investitori istituzionali (in particolare Casse di Previdenza, Assicurazioni, Fondi Pensione, Fondazioni bancarie) in Italia e nei Paesi UE un’opportunità di investimento nei settori infrastrutturali a forte impatto sulla crescita economica e sociale, attraverso un prodotto che offre un rendimento, aggiustato per il rischio basso, particolarmente attrattivo nel mondo fixed income.

Questo il commento di Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i Sgr: “F2i è il maggior investitore italiano in infrastrutture, capace di convogliare risorse da soggetti privati e pubblici, italiani e stranieri verso progetti essenziali per la crescita sostenibile della società e dell’economia. Il lancio del primo fondo di debito aggiunge un importante strumento alla nostra strategia, offrendo maggiore flessibilità, diversificazione e opportunità per i nostri investitori”.

E ha spiegato: “L’iniziativa assume una particolare rilevanza per soddisfare il fabbisogno di capitali privati a supporto e complemento delle risorse pubbliche nel contesto del Next Generation EU/PNRR. Attraverso il lancio del Fondo F2i Sgr offre uno strumento complementare e addizionale rispetto alle tradizionali fonti di finanziamento a sostegno dello sviluppo delle infrastrutture, ponendosi in forte sinergia con il mercato bancario, e agli interventi in capitale di rischio”.

L’investimento in debito infrastrutturale genera un ritorno costante e prevedibile, con un rendimento per gli investitori sin dall’impiego del capitale (cash yield immediato). Inoltre, i finanziamenti nel settore infrastrutture, per lo più a tasso variabile, offrono protezione dall’attuale aumento dei tassi e nel medio lungo periodo e pertanto, indirettamente, dall‘aumento dell’inflazione.
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Da ricordare che la politica di investimento di F2i ha creato un portafoglio diversificato di partecipazioni in società attive in tutti i settori infrastrutturali, prevalentemente in Italia. Nei terminal portuali nazionali, tramite F2i Holding Portuale, società che rappresenta uno dei principali hub portuali italiani, in particolare nel settore strategico dell’approvvigionamento di alcune delle principali filiere industriali italiane. E’ il primo operatore italiano nelle rinfuse con 8 terminal, 13 società operative, oltre 500 dipendenti, oltre 9 milioni di tonnellate di merci movimentate annualmente.

Sono 4 i terminal acquistati a luglio 2019 a Marina di Carrara (1 terminal), Marghera (2 terminal gestiti da Multiservice e Transped partecipate al 100%) e Chioggia (1 terminal gestito da So.Ri.Ma. partecipata al 100%) e 3 i terminal acquistati a marzo 2021 nell’ambito dell’operazione di acquisizione del 100% del gruppo MarterNeri, a Monfalcone (1 terminal) e Livorno (2 terminal).

Nella foto Alessandro Becce Amministratore delegato della FHP Holding portuale F2i

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