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Forse non tutti sanno perché la Grotta Byron si chiama in questo modo …

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PORTOVENERE – Uno spettacolo della natura sovrastato dalla Chiesa di San Pietro e dalle mura del Castello di Portovenere che ogni anno attira migliaia di turisti da ogni parte del mondo.

Parliamo della grotta Byron, molto conosciuta dagli spezzini che spesso si dirigono alle sue latitudini in cerca di avventure non troppo estreme dato che il livello di difficoltà dello snorkeling è tollerabile anche dai più neofiti.

In molti conoscono la locazione precisa, la profondità delle acque o la fauna che la circonda ma sono in pochi a sapere l’origine del nome, la sua deriva.

Fu fonte d’ispirazione, infatti, per l’inglese Lord Byron dove, secondo una leggenda, il poeta maledetto, il libertino, il giramondo, emblema della libertà e della ribellione di una nuova generazione di artisti, si tuffò nelle acque circostanti, sfidando il mare a nuoto per otto chilometri con lo scopo di raggiungere il collega, poeta Shelley, quando venne a sapere che questo soggiornava proprio nella vicina Lerici.

Per arrivare alla grotta si può intraprendere un sentiero a piedi, oppure scegliere di arrivare via mare con un mezzo proprio.

Appena superato il canale di Porto Venere, in direzione Riomaggiore, si trova uno specchio di mare protetto dallo sperone di roccia su cui svetta la chiesa di San Pietro da un lato, e le antiche mura della guarnigione dall’altro.

Si tratta di una delle mete più suggestive della Liguria che, anche se non direttamente, fa parte dei Patrimoni dell’UNESCO (di cui abbiamo parlato qui).

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