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Gas: Tabarelli (Nomisma Energia) a Cingolani, indipendenza dalla Russia? Impossibile raggiungerla solo con le rinnovabili

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Tempo di lettura: 2 minuti

Roma – “Trovare 29 miliardi di metri cubi in 18 mesi è un’impresa straordinaria. Ci vuole del tempo. Dall’altro canto, basta pagarlo e il gas si trova. Però non è così semplice perché in Europa il prezzo del gas è altissimo da sei mesi”.

Così Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia, in un’intervista rilasciata al quotidiano labparlamento.it commenta l’ipotesi rappresentata dal ministro Cingolani di liberare in 18 mesi l’Italia dalla dipendenza dal gas russo.

Quanto alla proposta di Draghi di inserire un limite sul prezzo del gas, spiega Tabarelli: “La trovo coraggiosa. Sarebbe importante che ci fosse un tetto a quel poco gas che produce l’Olanda e soprattutto nei confronti del gas che ci manda Equinor, la società di stato norvegese. È scandalosa la quantità dei soldi che ha fatto questa azienda ed è un atto gravissimo sotto il profilo politico. Ci troviamo in una situazione simile mentre dobbiamo chiedere alla Norvegia di accettare un tetto al prezzo del gas”.

“Se si deciderà di introdurre l’embargo questo inverno, il razionamento è assolutamente inevitabile. Non credo però che si potrà arrivare a quattro miliardi di metri cubi perché la PA non consuma tutta questa energia. A mio avviso, arrivare a un miliardo di metri cubi sarebbe già un clamoroso successo. Oltre il razionamento dobbiamo fare tutte le cose, soprattutto andare al carbone (la cosa più veloce e grossa), ridurre i consumi, puntare sulle rinnovabili, cercare il gas in tutto il mondo. Però, tranne il carbone, un po’ di risparmio e un po’ di rinnovabili, altri obiettivi sono difficilmente raggiungibili”.

“C’è un altro problema però. L’energia moderna che consumiamo viene dalle strutture fatte nei passati 50 anni e per fare quelle nuove per produrre l’energia rinnovabile e sviluppare i giacimenti del gas ci vogliono tanti anni. Possiamo provare di prendere questa direzione ma prima di essere indipendenti dalla Russia dobbiamo aspettare ancora a lungo. In realtà, l’Italia non sarà mai indipendente dalle importazioni dell’energia perché sostituire le importazioni con le rinnovabili non solo è un sogno lontanissimo ma anche impossibile”, conclude Tabarelli.

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