I traffici portuali nel Mar Ligure Orientale – Il porto della Spezia

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La relazione al Piano Opere Triennali (Pot) propone l’analisi dell’andamento dei traffici portuali nel Mari Ligure Orientale. E lo fa dopo aver passato in rassegna i numeri della portualità italiana nel suo complesso che conferma i porti della Spezia e di Marina di Carrara al terzo posto nella classifica del nostro Paese ma che, considerando Gioia Tauro scalo di solo transito e non a destinazione finale delle merci, il Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è secondo dopo il sistema Genova-Savona-Vado.

di Mario Sommariva

I traffici portuali nel Mar Ligure Orientale

Nel 2020 l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, ha proseguito nel lavoro di programmazione e di sviluppo delle attività portuali con particolare interesse al rafforzamento della complementarietà degli scali come strumento per consolidare e promuovere al meglio le potenzialità sui mercati di riferimento in tutti i settori del trasporto marittimo, dai contenitori alle merci varie e ro-ro, dal project cargo alle rinfuse fino al traffico crocieristico, quest’ultimo tra i principali clusters a subire pesanti ripercussioni. Di fronte ad uno scenario economico come abbiamo visto senza precedenti che ha causato per l’Italia una perdita di PIL dell’8,8% (-6,8% Euroarea), il traffico mercantile ha fatto registrare nel Mar Ligure Orientale una movimentazione aggregata di 16.034.083 tonnellate (-15,1%) e di 1.259.992 contenitori Teus (-15,5%).

LA SPEZIA

Nel 2020 lo scalo spezzino ha movimentato un traffico contenitori di 1.173.660 Teus complessivi (-16,7%), di cui 588.105 Teus in import (-16,5%) e 585.555 Teus in export (-16,9%).

Il traffico gateway di origine/destinazione è stato pari a 1.104.335 Teus (-13,4%) mentre il trasbordo, fortemente diminuito, ha totalizzato 69.325 Teus (-48,3%).

Il principale terminal portuale LSCT del gruppo Contship ha totalizzato 1.081.071 contenitori Teus con una flessione a fine anno del 17% ridottasi poi nel corso del secondo semestre.

Il TDG del gruppo Tarros ha movimentato 92.589 Teus, con un decremento dell’11,7%.

Il traffico raggiunto pone comunque il mar ligure orientale saldamente al secondo posto in Italia tra i porti di destinazione finale nei traffici containerizzati, con una quota del 18% del mercato nazionale gateway (al netto dell’attività d trasbordo).

I piani di intervento infrastrutturali che l’Ente sta perseguendo per il completamento del piano regolatore portuale, garantiranno ulteriori obiettivi di efficienza e di sostenibilità così come previsto anche dalla programmazione economica e di bilancio contenuta nel nuovo Piano Triennale delle Opere 2021-2023. I nuovi assetti consentiranno in futuro movimentazioni fino a 2 mln di contenitori, di cui il 50% svolti in modalità a ferrovia.

Le navi che hanno scalato il porto nel 2020 sono state complessivamente 940 (-21,9%), per una stazza lorda GT di 56.374.199 tonnellate (-30,3%).

 Nei mercati esteri serviti dal porto spezzino troviamo in ordine di importanza l’interscambio con Asia (central, middle, south & south east), north & central America, Europe, Africa e Oceania.

 I principali mercati inland di riferimento nel traffico contenitori sono rappresentati, in ordine di importanza, dalle regioni Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Liguria e Piemonte. Va sottolineato che le prime tre coprono oltre l’82% del mercato interno del porto spezzino.

 Rinfuse liquide

Ripresa nel settore delle liquide che rappresentano il 16,4% del totale movimentato in porto con 2.202.941 tonnellate (+3,3%). Ripresa dovuta all’incremento delle importazioni di gas liquido proveniente dal nord Africa con 1.783.816 tonnellate sbarcate (+4,1%).

In aumento anche i prodotti raffinati con 364.409 tonnellate (+15%) mentre calano le altre rinfuse liquide con 54.716 tonnellate (-46,5%). Gli operatori impegnati nei traffici di rinfuse liquide sono Snam GNL Italia per il gas liquido e Deposito di Arcola per i prodotti raffinati (benzine e gasoli).

Rinfuse solide

Nel 2020 il settore delle rinfuse solide si è attestato a 101.232 tonnellate complessive (0,8% del totale movimentato) con una flessione del 72,7% sui valori dell’anno precedente dovuta sia alla riduzione del carbone scaricato al terminal Enel (a causa del graduale abbandono da parte dell’Italia dei combustibili fossili in adesione ai principi stabiliti dalla strategia energetica nazionale) e pari a 67.093 tonnellate (-75,1%), che dei minerali grezzi sbarcati con 31.367 tonnellate (-14,8%) e dei prodotti siderurgici con 2.772 tonnellate (-95,7%). Gli operatori impegnati sono ad Enel Produzione (che risente del fermo delle attività alla centrale) e LSCT.

Merci varie

Nel corso del 2020 le merci varie ammontano a 11.098.891 tonnellate (-17%) e rappresentano l’82,8% del totale movimentato, di cui 11.043.400 tonnellate di merci containerizzate (-17,3%) e 55.491 di altre merci non containerizzate (+71,6%%), operate entrambe da LSCT e TDG. Nel corso della prima parte del 2021 importanti indicatori fanno ritenere che potranno esserci aumenti sostenuti nei traffici containerizzati almeno sui livelli del 2019.

Traffico complessivo

Il traffico generale svolto nel 2020 si attesta a 13.403.064 tonnellate (-15,6%), di cui 6.224.636 allo sbarco (-14,4%) e 7.178.428 all’imbarco (-16,8%) che ne rappresenta il 53,5% del totale. Supera l’82% la quota di trasporto containerizzato sul traffico generale del porto.

 Traffico ferroviario

Nonostante la crisi economica si confermano sempre interessanti i dati relativi al trasporto ferroviario svolti nel porto della Spezia: nel 2020 sono stati movimentati complessivamente dal “sistema porto”, tramite il Gestore Unico MIST/LSSR, 119.483 carri (-9,1%) e 7.641 treni (-4,1%) per un totale di oltre 327 mila contenitori trasportati (-9,3%) che confermano al 32% la quota di trasporto ferroviario dei contenitori movimentati al terminal LSCT (al netto dei trasbordi).

Quota che rimane la più rilevante in Italia e tra le più importanti in Europa a conferma dell’eccellenza spezzina raggiunta e mantenuta negli anni nel campo intermodale.

Le tonnellate trasportate a ferrovia ammontano in totale a 3,262 mln, con uno split up reale su ferro pari al 31% del movimentato in tonnellate delle merci varie in porto (-9,4%).

Le principali regioni interessate percentualmente dalla connessione in modalità ferroviaria sono il Veneto (che passa dal 45,4% nel 2019 al 55,4% by rail), Piemonte (dal 42,3% al 54,8), Lombardia (37,2%), Emilia Romagna (38,1%). Dai segnali di ripresa giunti nell’anno in corso è prevista una forte ripresa delle movimentazioni ferroviarie anche a livelli superiori a quelli pre pandemia.

Passeggeri

I pesanti effetti della crisi economica si sono riversati ovviamente anche sul trasporto passeggeri. Nel 2020 il traffico crocieristico subisce una flessione del 91,3%: sono infatti transitati alla Spezia solamente 54 mila crocieristi al terminal SCCT – Spezia & Carrara Cruise Terminal di molo Garibaldi per 23 scali nave (gli scali preventivati avrebbero consentito di raggiungere, senza la crisi, oltre 800mila passeggeri movimentati nel 2020 e quasi 1 milione nel 2021).

Nonostante i stringenti protocolli sanitari adottati già dallo scorso anno dagli enti preposti e dagli operatori coinvolti per la riduzione dei rischi, la ripartenza del settore avverrà secondo una programmazione delle compagnie di crociera con calendari provvisori ed in corso di definizione mese per mese con una ripresa definitiva che non potrà manifestarsi prima del 2023.

(9 – continua)

Porto della Spezia: serie storica dei traffici

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