LA SPEZIA – La costruzione nel complesso del Palazzo delle Poste alla Spezia di una fontana a cascata si è detto è dovuto alla abbondanza d’acqua, sia quella sorgiva sia quella del fiume Magra, e all’avvenuta inaugurazione degli acquedotti cittadini di portata immensa e innovativa, collegati a una centrale idroelettrica che – prima al mondo – riusciva a trasportare l’energia fino ai pozzi a più di 30 chilometri di distanza.
L’ingegner Fausto Baratta fu un protagonista della storia della città per aver progettato e realizzato l’acquedotto della “Grande Spezia”, per averlo collegato alla centrale idroelettrica da lui stesso costruita in modo di avere l’acqua senza consumare energia fossile e permettendo l’erogazione anche in casi eccezionali come i bombardamenti.
Fu lui a progettare tutte le centrali idroelettriche tra la Liguria e l’Emilia utilizzando la sua tecnica costruttiva in muratura ridotta, spingendosi a ipotizzare – si racconta – una centrale che rendesse la città e l’Arsenale indipendenti dal carbone ma – si racconta ancora – non trovò nelle amministrazioni l’aiuto per realizzarle, al netto del riconoscimento del Ministero.
L’ingegner Fausto Baratta realizzò anche gli acquedotti delle Versilia permettendo lo sviluppo turistico di Viareggio, Pietrasanta, Forte dei Marmi che “finalmente offrivano l’acqua corrente nelle seconde case”.
Fausto Baratta è però ricordato anche per il suo modello sociale di impresa con la concessione gratuita delle abitazioni ai dipendenti meno abbienti, le assicurazioni pensionistiche e previdenziali, la distribuzione di generi alimentari e il pagamento delle spese per i libri di tutti i figli dei dipendenti, convinto che lo studio migliorasse la qualità della vita.
Considerava il lusso da evitare e appena ne ebbe la possibilità investì il suo patrimonio nella costruzione della chiesa per gli operai e dell’Accademia Capellini “convinto che una città potesse trovare il suo futuro nella scienza”.
A chi si trovi davanti alla restaurata fontana del Palazzo delle Poste leggendo la targa con il nome di Fausto Baratta ripensi a queste righe che ricordano un personaggio spezzino d’altri tempi e di una stupefacente modernità sia per le sue intuizioni tecniche sia per la sua sensibilità di imprenditore.
Nella foto: Ettore Antonelli, nipote dell’ingegner Fausto Baratta che nel 1912 fondò la Società Lunense Acqua e Forza, l’azienda che creò l’acquedotto di Fornola e portò l’acqua nelle case fino a Viareggio. Antonelli è stato il promotore del restauro di “quello che era uno sfregio bellico, il cui recupero prende particolare senso in questo periodo storico”.





