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La mobilità del futuro fatta di dirigibili urbani che consegnano pacchi con droni, monopattini e furgoni-robot, negozi semovibili 

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Tempo di lettura: 3 minuti

Boston – Nel mondo che cambia sempre più rapidamente non c’è tempo quantomeno per la noia e ancor meno per lo stupore. Come è per i robot che consegnano nella “città dei 15 minuti”,

E’ Luca Regazzi che in un affascinante articolo su “Uomini e Trasporti” ci porta nella nuovissima frontiera dei trasporti dove si muovono “furgoncini a guida autonoma, negozi semoventi che cercano il cliente fino ai metaversi sovrapposti alla realtà di base. E racconta quanto avvenuto al WMC, Webfleet Mobility Conference,  dove Greg Lindsay, futurologo di fama internazionale, giornalista e professore associato al MIT (Massachusetts I of Technology) e a New Cities,  ha illustrato così la mobilità urbana del futuro.
Mobilità fatta di dirigibili urbani che consegnano pacchi attraverso droni, monopattini e furgoni-robot a guida autonoma, negozi semovibili che fanno consegne spostandosi davanti ai clienti.
“Il futuro è già qui, solo che non è ancora equamente distribuito”, ha detto Lindsay prendendo in prestito le parole dello scrittore William Gibson, “e quindi bisogna prepararsi a ripensare business, logistica e sedi di lavoro”.
Nel delineare la mobilità urbana del 2032, l’esperto statunitense ha poi spiegato, secondo la sua visione, le tre tendenze emergenti della mobilità che si svilupperanno nel prossimo futuro”.

Tra di esse spicca la 15 minutes economy, che ha subìto una spinta dalla pandemia: cioè la possibilità di trovarsi a 15 minuti di distanza da tutto ciò che ci serve per vivere una vita completa (come è – ricordate? – in progetto a Parigi). In America, a Los Angeles, Amazon ha creato un sistema di distribuzione per cui il driver non si allontana mai oltre 15 minuti dal negozio, continuando a fare consegne entro un raggio di un miglio dalla sede centrale. Per questo Amazon e concorrenti (Walmart, Rivian) acquisiscono sedi urbane centrali per raggiungere zone ad alta densità abitativa.

In questo scenario le consegne saranno effettuate da camion o altri veicoli elettrici, trainate dal desiderio di comodità accelerato dalla pandemia. Grandi magazzini abbandonati dalla crisi scatenata dal Covid 19 si trasformeranno presto in una combinazione di magazzini, negozi ma anche unità residenziali, con le case sopra ai capannoni e consegne all’interno dello stesso palazzo. Mentre prima nell’e-commerce si combatteva per l’ultimo km, adesso lo si farà per l’ultimo metro e per il controllo dei dati dei clienti”.

Ci sono poi i negozi che si muovono alla ricerca dei clienti. Lindsay ricorda  che REEF Technologies ha acquistato 4.500 parcheggi commerciali negli Usa, posizionando lì degli edifici minimali semovibili – apparentemente un incrocio tra un food truck e un container – che possono operare nel parcheggio o in qualsiasi luogo con la funzionalità di un edificio. Si superano così le restrizioni d’uso degli immobili e si recuperano allo stesso tempo dati sulle persone e le loro esigenze, “strutture mobili capaci di soddisfare le domande dei clienti dove si trovano”.

Questi edifici flessibili cominceranno poi a guidarsi da soli – ed è questa la seconda tendenza: l’autonomous everything, «che non si applicherà quindi solo alle auto o ai veicoli industriali e commerciali, ma anche appunto a edifici che si gestiscono da sé. I costi diminuiranno e si ridimensioneranno col tempo e sarà così possibile inserire l’autonomia, le fotocamere e il sistema Lidar a costi bassi… in un negozio”.

Terzo e ultimo trend è il Metaverso, inteso come mondo in cui le informazioni si sovrappongono alla realtà che ci circonda, con app che consentono a tutti di sovrascrivere la realtà e creare livelli di dati sul panorama attorno a loro. Pare che Apple abbia 500 tecnici al lavoro per inserire la realtà aumentata negli occhiali da sole.

 

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