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Se il Pnrr non parte per colpa della burocrazia si dichiari per due anni lo stato emergenza della Pubblica amministrazione

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Genova – “In Liguria ci aspettiamo molto dal Pnrr, si parla di 7 miliardi di euro, di cui molto, il 50 per cento, andrà sulle infrastrutture”.

Così Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Liguria, durante il faccia a faccia “Pnrr e innovazione che ha anche prospettato il fatto che “dal 2026 ciò genererebbe il 2% del Pil per 10 anni, è una dimensione enorme”.

Per Mondini dunque il Pnrr non è solo fondamentale, ma è qualcosa di enorme per la Liguria, l’Italia e tutta l’Europa, perché può generare uno sviluppo che ci accompagnerà per 10-15 anni.

“Però, c’è un però, e cioè che le opere vanno realizzate. E qui c’è il nodo della burocrazia che ci spaventa e ci preoccupa. Non vedo un cambio di passo. E se non si parte, potrebbe essere l’occasione per riprendere le proposte di dichiarare per due anni lo stato emergenza della Pubblica amministrazione, con l’introduzione di una zona franca per le semplificazioni, oltre all’ipotesi di rivedere il danno erariale”.

Il faccia a faccia “Pnrr e innovazione: la spinta della Regione” era alla quinta tappa regionale della quarta edizione del roadshow del Sole 24 Ore e Confindustria “Innovation Days”, organizzata in Liguria con il contributo di Sistemi Formativi Confindustria e il supporto di 4.Manager.

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