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Tanto tuonò … che si è trovata la quadra sulle navi da crociera in Laguna a Venezia tra divieti e ristori

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Tempo di lettura: 2 minuti

La notizia c’è tutta. La riassumiamo in pochi tratti essenziali. Tanto tuonò che … dopo dodici anni di attese, di contrapposizioni fortissime e di durissime battaglie, un decreto in primavera e la svolta nella convocazione di un summit di ministri a Palazzo Chigi il 2 luglio, ecco che in due settimane in seno al Governo si è trovata, da colpo di acceleratore, la quadra su Venezia. Con un provvedimento, in base al Codice per i beni culturali e il paesaggio, sarà vietato, a decorrere già dal prossimo primo agosto, alle grandi navi, e comunque a tutte quelle unità “che superano le 25mila tonnellate”, di navigare nei canali di San Marco e della Giudecca. I crocieristi insomma dovranno farsene una ragione di non arrivare più nel Bacino di San Marco, fino al cospetto della piazza che è il cuore pulsante della Serenissima, ma di arrivarci su altri mezzi e da altri punti di approdo, che saranno prima provvisori e poi definitivi attorno a Marghera.
Scongiurata intanto l’eventualità di finire nella lista nera dei siti dell’Unesco in pericolo, si provvederà a compensazioni “in favore delle compagnie di navigazione, del gestore del terminal di approdo, delle imprese di attività operative e dei lavoratori impiegati nella navigazione e nella logistica connesse al transito delle navi nelle vie urbane d’acqua”. Il dominus che gestirà questa delicata e complessa transizione dovrà essere il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale di Venezia, Fulvio Lino Di Blasio, per il quale si è ricorsi alla figura di Commissario straordinario.
Accanto al ristoro previsto dunque per i 3mila lavoratori, con 157 milioni si dovranno realizzare approdi temporanei all’interno dell’area di Marghera, mentre si procederà nell’iter del concorso di idee per individuare gli attracchi definitivi fuori dalle acque protette della Laguna, un progetto per il quale il governo ha stanziato 2,2 milioni con il primo decreto convertito in legge il 12 maggio. E non è mancata l’assicurazione finale sul fatto che “si concluderanno i lavori di completamento del Mose e che si tornerà in tempi brevi” ad avere l’Autorità della Laguna con la rinascita del Magistrato alle acque”.

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