LA SPEZIA – L’Autorità di Sistema Portuale e gli operatori dell’autotrasporto lavorano a un nuovo modello organizzativo.
Ciò a fronte di lunghe code e attese, causate dai limiti operativi del sistema portuale stesso, che generano extracosti giornalieri per le imprese di autotrasporto quantificabili in 10 milioni di euro al mese.
Le imprese di autotrasporto che operano col Porto spezzino, sulla scia di quanto già avvenuto nel Porto di Genova, lunedì pomeriggio si sono riunite con le proprie associazioni di categoria – Anita, Assotir, Fai, Cna Fita, Confartigianato Trasporti e Trasportounito- per confrontarsi sull’ avvio della ‘Congestion Fee’ da e per il Porto della Spezia.
Il tema al centro anche dell’ultimo incontro svoltosi in Autorità di Sistema Portuale di Spezia con la Commissaria Federica Montaresi in cui è stata rappresentata, dati alla mano, la situazione realmente complessa del problema delle congestioni dei Tir e la difficoltà organizzativa complicata da arrivi non programmati di navi e picchi di arrivi ai gates portuali.
L’Autorità di Sistema Portuale alla luce dei disservizi emersi anche nelle ultime ore ha preannunciato che convocherà a breve tutte le categorie per lavorare su questo obiettivo.
I responsabili della AdSP hanno confermato l’urgente necessità di eliminare i blocchi operativi soprattutto dei camion che stanno pagando un prezzo insostenibile a causa dei disservizi. L’autotrasporto rimane il primario operatore del trasporto della merce ed è interesse dell’intera portualità tutelarne capacità economiche e di regolarità di servizio.
Per questo si continuerà a lavorare per l’individuazione di strumenti adeguati all’efficientamento del flusso camionistico e per la definizione di un Accordo di Programma che regoli la tracciabilità dei tempi di attesa al carico e allo scarico e un sistema di indennizzi delle attese dei camion.
Già nella giornata di ieri a causa di ritardi per l’accesso al gate del terminal LSCT gli autotrasportatori denunciano i notevoli extracosti che saranno a carico delle imprese di autotrasporto.
Le imprese hanno ribadito la volontà di continuare ad applicare la richiesta economica alla committenza della “Congestion Fee”, invitando l’intera comunità al senso di responsabilità per difendere la sostenibilità economica dei trasporti regolari, quindi la stessa economia portuale.
L’alternativa sarebbe il fermo delle macchine e il rifiuto di effettuare i servizi di trasporto non accettando di lavorare sottocosto e quindi favorendo l’irregolarità.





