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Allarme Ance La Spezia: rischia la chiusura un intero settore produttivo di mille aziende che occupano 13 mila persone

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Tempo di lettura: 2 minuti

LA SPEZIA – Le aziende edili, dopo anni di grave crisi, avevano iniziato nuovamente a lavorare e ad assumere grazie al rilancio degli investimenti in opere pubbliche e alle varie agevolazioni fiscali a favore dei privati.

Ma ora ripresa economica, realizzazioni di opere di interesse collettivo e vantaggi per i privati sono posti in serio pericolo, a causa dei costi alle stelle, del rallentamento della produzione e della difficoltà di reperire i materiali da costruzione.

Negli ultimi giorni, infatti, i prezzi dei materiali da costruzione, che già erano pressoché raddoppiati nell’ultimo anno, sono ulteriormente aumentati.

In particolare risultano ormai praticamente irreperibili se non a costi insostenibili, bitume, acciaio e alluminio e tanti altri ancora. A peggiorare ulteriormente le cose il macroscopico rialzo di gas e carburante che sta mettendo in ulteriore difficoltà i trasporti e la gestione delle consegne.

Se non si interviene le imprese saranno costrette a fermarsi e chiudere i cantieri. La gravità della situazione comporterà inevitabilmente un blocco dei cantieri, con sicure ripercussioni sulla stessa sopravvivenza delle aziende e generando ricadute negative anche sull’occupazione. Scarseggiano materiali e gli impianti di produzione stanno chiudendo. Occorrono subito misure per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese, altrimenti le  opere pubbliche, i cantieri del Superbonus 110%, dei Bonus Fiscali e quelli del Pnrr si fermeranno tutti anche per carenza di materie prime”.

È l’allarme lanciato dal Presidente di Ance La Spezia, Alberto Bacigalupi, alla luce del peggioramento delle condizioni del mercato delle costruzioni delle ultime settimane:  “Le imprese denunciano una situazione ormai fuori controllo, con prezzi alle stelle e materiali introvabili. Emergenze che le misure varate finora non possono in alcun modo arginare”.

In assenza di contromisure necessarie come l’adeguamento automatico dei prezzi ai valori correnti per tutti i committenti pubblici e privati e misure efficaci di compensazione degli aumenti subiti, nessuna impresa sarà in grado di realizzare le opere che gli sono state commissionate.

Siamo consapevoli della gravità del momento e delle difficoltà che il Governo sta gestendo anche sul piano internazionale per porre fine quanto prima al conflitto ucraino, ma il grido di allarme di un intero settore a livello nazionale non si può più ignorare e merita risposte concrete e immediate”.

Prosegue il presidente Bacigalupi:  “La nostra associazione nazionale ha formulato richieste puntuali al Governo quali la necessità di un meccanismo di adeguamento dei costi nell’ambito dei lavori pubblici e la proroga dei termini del Superbonus 110%: in queste condizioni di difficoltà sarà impossibile completare entro il prossimo mese di giugno il 30% dei lavori nel caso di villette ed edifici unifamiliari.

Non possiamo più attendere, un intero settore ha bisogno di risposte”.

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