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Commemorati a Livorno i 31 anni della Moby Prince, la più grande tragedia della marineria civile italiana

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Tempo di lettura: 3 minuti

Livorno – La giornata del 31°anniversario della Moby Prince, la più grande tragedia della marineria civile italiana, che si consumò nella terribile notte del 10 aprile 1991 a poche centinaia di metri dalla costa di Livorno, è stata scandita a Livorno da tanti momenti, ognuno con un profondo significato simbolico.

L’anniversario, ancora senza verità ufficiali, è stato ricordato senza la presenza di Loris Rispoli, il quale in tutti questi anni, come presidente dell’associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” (una delle due associazioni in prima linea per la ricerca della verità, insieme all’associazione “10 Aprile” guidata da Angelo Chessa figlio del comandante spezzino della nave), ha incessantemente cercato risposte sul drammatico accaduto.

Sia il sindaco Luca Salvetti che il vicepresidente dell’associazione “140 Familiari delle vittime del Moby Prince”, durante la cerimonia in Fortezza Nuova, hanno ricordato e salutato Loris Rispoli che da casa ha seguito tutte le celebrazioni.

Questo l’intervento del sindaco nella Sala del Consiglio Comunale.

L’allarme che mi arriva intorno alle 23, la corsa verso l’andana degli anelli gli occhi impauriti di Loris Rispoli che abbraccia la madre e quelli smarriti del mozzo Alessio Beltrand appena tratto in salvo”.

L’uscita in mare sul rimorchiatore che fa lo slalom nel mare in fiamme intorno all’Agip Abruzzo, gli oblò rosso fuoco che spiccano sul Moby tutto nero che procede per inerzia a sud di Livorno e poi la fiamma ossidrica usata per aprire un varco nel relitto distrutto riportato a banchina i lenzuoli bianchi sopra le vittime e poi uno, dieci, trenta cortei per le strade di livorno con i nomi letti e le rose in mare.

Sono queste le immagini che io ho ben impresse nella mente che tratteggiano il mio pensiero e l’esperienza vissuta direttamente. Immagini che ho rivisto nitidamente nella mia testa ieri sera quando preparavo l’intervento per l’anniversario numero 31 e che voglio condividere con voi.
Oggi, dopo due anni in cui il Covid ha limitato lo svolgersi delle iniziative per ricordare la più grande tragedia della marineria civile italiana, torniamo in presenza, torniamo tutti insieme per continuare il percorso che ha visto la comunità livornese unità alle comunità di tutte le città coinvolte nel dramma del Moby prince per utilizzare la leva del ricordo e della memoria per spingere con forza alla ricerca della verità definitiva e della giustizia purtroppo tardiva.

Oggi ci ritroviamo qui, ancora senza Loris Rispoli la persona che in questi 30 anni più di tutti si è impegnato per non far dimenticare ciò che è accaduto il 10 aprile 1991. Ieri pomeriggio siamo andati a trovarlo a casa sua, è stata un’emozione incredibile che rende tutto quello che sto vivendo in questo giorno ancora più toccante ed emozionante, gli occhi di Loris erano gli stessi di sempre, con un misto di sgomento e rabbia ma anche di speranza e fiducia.

Negli sguardi che ci siamo scambiati con Loris ma anche nel rapporto con Nicola Rossetti e con tutti voi che siete qui dobbiamo trovare la forza che ci permette di non cedere di un centimetro nel chiedere e impegnarsi per far dare risposte definitive la dove risposte definitive non ci sono state.

In questo senso, quando i decenni che passano sono come una fitta nebbia che avvolge tutta la vicenda, c’è il lavoro della commissione parlamentare che mi dicono stia procedendo in maniera proficua. Quella commissione è partita dalla tentazione di attribuire la responsabilità a chi non c’era più, al comandante Ugo Chessa e all’equipaggio. Questa irresponsabile tentazione si incrociava con l’incapacità tecnica di vedere le cose che oggi invece possiamo capire. Le registrazioni delle comunicazioni radio di quella notte furono trascritte solo in parte. Ora è cominciato il loro trasferimento digitale. E’ stato scelto di seguire un metodo di grande concretezza, senza inseguire le piste più fantasiose, per quanto legittime. E dunque si è puntato su l’ascolto dei nastri, le foto satellitari, e le indagini sulla esplosione. E’ stata coinvolta una società di ingegneristica di Fincantieri, per fare una ricostruzione della dinamica della collisione sulla base dei dati di cui disponiamo. E si spera che entro l’estate si possa arrivare a ricostruzioni degne di tal nome. Noi tutti nel frattempo siamo qua, forti della certezza che la nebbia dei decenni che passano la faremo diradare con l’impegno, l’attenzione, il ricordo e la memoria”.

Così il sindaco Livorno Luca Salvetti nella Sala del Consiglio Comunale, nel trentunesimo anniversario della tragedia del Moby Prince, la più grande della navigazione italiana che si consumò nella terribile notte del 10 aprile 1991 a poche centinaia di metri dalla costa di Livorno.

 

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