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Perché i porti e la logistica siano in grado di adattarsi velocemente al mondo che cambia e agli eventi

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Tempo di lettura: 2 minuti

Crediamo opportuno pubblicare, a bocce ferme, il testo della relazione introduttiva dell’assemblea nazionale che si è tenuta a Roma del presidente di Assoporti Rodolfo Giampieri per contribuire ad una conoscenza più approfondita di quella che è la realtà portuale nel rapporto con i territori, nel nostro Paese e nel suo ruolo nel Mediterraneo.  Ecco la prima parte.

 

Roma – Ho l’onore di prendere la parola in qualità di Presidente di Assoporti dopo qualche anno di forzata assenza dovuta all’emergenza sanitaria con la quale ancora stiamo facendo i conti. Allo stesso tempo ci troviamo qui in un momento storico senza precedenti per l’Europa dal dopo guerra.
Come già accaduto durante le varie fasi della pandemia, il conflitto in atto ci mette di fronte all’imprevedibilità degli eventi, e come questi possano modificare lo scenario in cui operiamo in maniera del tutto improvvisa.
Questa guerra, come tutte le guerre nel mondo, va condannata con forza, perché nessuna soluzione può essere cercata attraverso conflitti armati che creano vittime innocenti e drammatica sofferenza.
Vorrei esprimere cordoglio e amarezza per quanto sta accadendo, auspicando che presto possa finire questo terribile conflitto: e, qui voglio citare una frase di Gino Strada che diceva: la guerra piace a chi non la conosce.

Entrando nel merito dei nostri lavori, la situazione in atto mette in evidenza come i porti e la logistica siano in grado di adattarsi velocemente al mondo che cambia e agli eventi che stravolgono gli scenari finora conosciuti e che credevamo, illudendoci, fossero immutabili. Una forza di reazione importante che ricorda un concetto di Charles Darwin: non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.

I porti non si fermano, è così che abbiamo voluto aprire la nostra assemblea perché la filiera porti-logistica si è dimostrata resiliente e organizzata. Sempre pronta ad affrontare gli imprevisti.
Sempre al lavoro, grazie alle donne e agli uomini che ci operano. Basata su un’organizzazione che si è rivelata pienamente efficace ed efficiente, con ruoli ben definiti e regole certe. Sicuro, ci sarà bisogno di modernizzare, ma il format funziona.
Un grazie particolare alla professionalità degli operatori portuali e all’intuizione degli imprenditori. Quando si parla di rimettere in moto il treno della crescita, occorre stabilire la locomotiva che può essere soltanto impresa e lavoro.
(1 – continua)

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