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Report 2022 di Legambiente: la Liguria è ancora lontana dall’avere il 40 per cento di spiagge libere

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Genova – “La Liguria è la peggiore regione d’Italia per occupazione di costa sabbiosa da stabilimenti balneari, campeggi, circoli sportivi e complessi turistici. Meno di un terzo del suolo è disponibile alla libera balneazione: il 69,9% è occupato da complessi balneari e turistici”.

La fotografia emerge dal rapporto annuale di Legambiente “Spiagge 2022” che ha incrociato le informazioni che riguardano l’accessibilità alle spiagge, l’erosione costiera, gli impatti dei fenomeni atmosferici, i processi insediativi legali e abusivi.

Questa la situazione ad oggi: in Liguria vi sono 114 km di spiagge: il totale delle concessioni demaniali è di 9.7071.198 concessioni per gli stabilimenti balneari, 325 tra campeggi, circoli sportivi e complessi turistici che comportano un’occupazione del suolo del 69,9%.

La legge regionale obbliga ad aver almeno il 40% di spiagge libere, ma l’elaborazione di Legambiente, sui dati del ministero Infrastrutture e Trasporti, Regioni e Comuni del 2021, evidenzia un’occupazione percentuale di spiagge in concessione per i comuni pari a: Laigueglia 92,5%Diano Marina 92,2%, Alassio 88,2%, Santa Margherita Ligure 87,4%, Rapallo 86,5%, Spotorno 86,1%, Celle Ligure 82,6%, Taggia 80,3%, Varazze 78,3%, Noli 77,8%, Albissola Superiore 77,7%, Albissola Marina 75,6%.

E dunque? “Chiediamo ai sindaci e ai politici regionali di avviare questa ricognizione – dice Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – e di cominciare a mettere mano alla pianificazione degli spazi demaniali, per non arrivare in ritardo alle scadenze fissate dall’Unione europea e subire multe che sarebbero a carico di tutti i cittadini. La Regione inserisca nella legge ligure del 2008, che prevede il 40% di spiagge libere, sanzioni economiche per quei Comuni che non la rispettano. Con l’iniziativa della presa della battigia, organizzata recentemente dal Coordinamento nazionale Mare libero e svolta in collaborazione con Adiconsum, abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo con gli enti locali per portare il contributo associativo ma ancora non abbiamo avuto risposta”.

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